Società a ristretta base, il correttivo ridisegna davvero gli accertamenti ai soci?
di Marco Cramarossa
Tra le disposizioni più interessanti del decreto legislativo correttivo della riforma fiscale figura certamente quella destinata a riscrivere i presupposti dell’accertamento nei confronti dei soci di società a ristretta base partecipativa.
L’intervento dà finalmente (rectius avrebbe dovuto dare) attuazione a uno dei criteri direttivi contenuti nell’articolo 17, comma 1, lett. h), n. 4), della legge delega n. 111/2023, rimasto sino ad oggi sostanzialmente inattuato (e nei fatti così rimarrà). La delega prevedeva infatti che la rettifica nei confronti dei soci fosse ammessa soltanto quando, nei confronti della società, fossero accertati, “sulla base di elementi certi e precisi”, maggiori componenti positivi ovvero componenti negativi inesistenti, ferma restando la qualificazione del provento quale reddito di capitale.
Il perimetro tracciato dal legislatore delegante sembrava destinato a segnare un deciso irrigidimento del livello probatorio richiesto all’Amministrazione finanziaria, posto che il criterio degli elementi certi e precisi poteva ragionevolmente essere interpretato come volontà di limitare la possibilità di costruire l’accertamento ai soci su rettifiche societarie fondate esclusivamente su ricostruzioni indiziarie.
Il decreto legislativo, tuttavia (anzi, purtroppo), introduce una precisazione destinata a modificare sensibilmente questa prospettiva. Infatti, in base al testo, gli elementi certi e precisi possono essere “anche di natura presuntiva”. Un inciso che smonta ogni entusiasmo rispetto alle aspettative che la legge delega aveva lasciato permeare.
Il Governo, nell’attuare la delega, ha infatti scelto di chiarire che il ricorso alle presunzioni continua ad essere pienamente legittimo. La conseguenza è evidente. La novella non elimina il meccanismo inferenziale che da decenni caratterizza gli accertamenti nelle società a ristretta base. La presunzione di distribuzione degli utili extracontabili continuerà a trovare cittadinanza (ora anche legalizzata) nel sistema.


