Il ravvedimento che chiude il passato: il concordato preventivo biennale nel decreto correttivo omnibus
(Simona Baseggio e Barbara Marini)
Il decreto legislativo correttivo cosiddetto omnibus, approvato dal Consiglio dei ministri il 4 agosto 2026, torna sul concordato preventivo biennale con due disposizioni di segno assai diverso. L’articolo 28 si muove sul terreno della manutenzione, ritoccando in più punti il decreto legislativo 12 febbraio 2024, n. 13; l’articolo 29 introduce invece una misura nuova e di ben altro peso, un regime di ravvedimento con imposta sostitutiva riservato a chi rinnova l’adesione per il biennio 2026-2027.
Non hai distribuito? Allora hai eluso. Benvenuti nel diritto tributario dell’omissione
(Pietro Alò e Antonello Cassone)
C’è un’equazione che gira nei convegni e sotto i post di LinkedIn. Suona così: differimento (magari sine die) della distribuzione degli utili uguale risparmio d’imposta uguale abuso del diritto.
IVA nell’era digitale: il recepimento di ViDA entra nel vivo
(Stefano Dovier)
Si è chiusa il 6 luglio la consultazione pubblica del Dipartimento delle Finanze sullo schema di decreto legislativo che avvia il recepimento nazionale del pacchetto “VAT in the Digital Age”, adottato dal Consiglio dell’Unione europea l’11 marzo 2025, pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell’UE il 25 marzo ed entrato in vigore il 14 aprile 2025.
Giurisdizione tributaria: commercialisti e avvocati tributaristi convergono sull’incompatibilità territoriale
(Lorenzo Romano)
Il Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili ha depositato presso le Commissioni Giustizia e Finanze e Tesoro del Senato una memoria scritta sullo schema di decreto legislativo che uniforma ordinamento, stato giuridico e ruolo dei magistrati tributari, in quanto compatibili, a quelli della magistratura ordinaria. Due settimane prima, il 15 luglio, l’Unione nazionale delle Camere degli avvocati tributaristi era stata ascoltata dalle Commissioni riunite II e VI della Camera, con il presidente Gianni Di Matteo e il consigliere segretario Silvia Siccardi, consegnando un documento corredato di proposte emendative.
Bonus ZES 2026: esonero contributivo pieno, ma tra condizioni sempre più rigide
(Gabriele Silva)
L’articolo 3 del DL 62/2026 ha introdotto uno dei principali incentivi occupazionali previsti dal cosiddetto “DL Primo Maggio”: un esonero contributivo del 100 per cento dei contributi previdenziali a carico datoriale, con esclusione dei premi INAIL, fino a un massimo di 650 euro mensili per ciascun lavoratore e per una durata massima di 24 mesi. L’agevolazione riguarda le assunzioni a tempo indeterminato effettuate nel corso del 2026 da datori di lavoro privati fino a 10 dipendenti, nei confronti di soggetti over 35 disoccupati da almeno 24 mesi.







