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Fisco

IVA nell’era digitale: il recepimento di ViDA entra nel vivo

di Stefano Dovier

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ago 04, 2026
∙ A pagamento

Si è chiusa il 6 luglio la consultazione pubblica del Dipartimento delle Finanze sullo schema di decreto legislativo che avvia il recepimento nazionale del pacchetto “VAT in the Digital Age”, adottato dal Consiglio dell’Unione europea l’11 marzo 2025, pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell’UE il 25 marzo ed entrato in vigore il 14 aprile 2025.

La riforma europea dell’IVA nell’era digitale si compone di tre atti:

  • la Direttiva (UE) 2025/516, che modifica la direttiva 2006/112/CE in materia di fatturazione elettronica, dichiarazioni IVA e obblighi di comunicazione dei dati;

  • il Regolamento (UE) 2025/517, che rafforza la cooperazione amministrativa intervenendo sul regolamento (UE) n. 904/2010;

  • il Regolamento di esecuzione (UE) 2025/518, che aggiorna il regolamento di esecuzione (UE) n. 282/2011 sugli obblighi informativi dei regimi speciali.

L’obiettivo dichiarato è duplice: comprimere il divario IVA, stimato in decine di miliardi di euro l’anno a livello unionale e ridurre gli adempimenti che oggi gravano sulle operazioni transfrontaliere.

Lo schema, pubblicato ai fini della consultazione ma non ancora approvato in via definitiva, recepisce le prime disposizioni applicabili dal 1° gennaio 2027: per lo studio è il momento di ricostruire il quadro, perché ViDA non è un singolo adempimento ma una sequenza di scadenze distribuita su un decennio.

Una riforma a scaglioni

Il primo aspetto da tenere in considerazione è l’adozione graduale della riforma: l’entrata in vigore del pacchetto non coincide con l’applicabilità degli obblighi, che si distribuisce su più tappe fino al 2035.

Dal 14 aprile 2025 gli Stati membri possono introdurre obblighi nazionali di fatturazione elettronica per i soggetti passivi stabiliti nel proprio territorio senza dover più richiedere una deroga preventiva alla Commissione, fermo restando il perimetro delle operazioni per cui la fattura è dovuta. Per l’Italia la modifica ha consolidato nel quadro europeo la legittimità del sistema nazionale generalizzato di e-fattura tramite Sistema di Interscambio, in uso dal 2019.

Dal 1° gennaio 2027 entrerà in applicazione una prima tranche di modifiche ai regimi OSS e IOSS e ai relativi obblighi informativi.

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