La televendita del concordato preventivo biennale
(Simona Baseggio e Barbara Marini)
Il concordato preventivo biennale torna in scena con un copione ormai familiare: nuovi incentivi, nuove promesse, nuove scadenze. L’annuncio del viceministro dell’Economia Maurizio Leo, intervenuto all’evento promosso da Confartigianato, delinea un pacchetto di misure volte a rendere più appetibile l’adesione al CPB per il biennio 2026-2027, con particolare attenzione a quei contribuenti che, avendo già aderito per il biennio precedente, dovrebbero ora rinnovare il patto con il Fisco. L’operazione, nelle intenzioni, dovrebbe risultare irresistibile. Nella sostanza, lascia più di qualche perplessità.
La locazione di immobili non è iscrivibile al Registro imprese (per alcune Camere di Commercio)
(Giacomo Monti)
Secondo alcune Camere di Commercio, la mera locazione di immobili non sarebbe attività iscrivibile al Registro delle imprese.
Un orientamento che, se portato alle sue conseguenze logiche, finirebbe per mettere in discussione la stessa nozione di imprenditore così come quella societaria.
Cortocircuito normativo per la rettifica della detrazione (causato dal T.U. Iva)
(Francesco D’Alfonso)
L’articolo 9 del decreto legislativo 4 dicembre 2025, n. 186, ha disposto l’abrogazione della disciplina della rettifica della detrazione Iva c.d. “per masse” (comma 3 dell’articolo 19-bis.2 del DPR n. 633 del 1972).
Conti pubblici e crescita: perché la prudenza non basta, secondo la Corte dei Conti e Bankitalia
(Immacolata Duni)
L’audizione della Corte dei Conti e della Banca d’Italia sul Documento di finanza pubblica non è stata una delle tante tappe tecniche del dibattito economico. È stato, piuttosto, un vero e proprio richiamo alla politica: il vero problema dell’Italia oggi non è solo tenere in ordine i conti, ma tornare a crescere.
Dal dato alla giustificazione: cosa cambia davvero dal 7 giugno
( Gabriele Silva)
Dal prossimo 7 giugno entrerà in gioco la Direttiva UE 2023/970. Non è solo una questione di diritti, né soltanto un intervento sul gender pay gap. È, prima di tutto, un intervento sul funzionamento del mercato del lavoro. Per anni il salario è stato un prezzo opaco, conosciuto quasi esclusivamente dal datore di lavoro. Il lavoratore contrattava senza riferimenti, senza benchmark reali, spesso senza nemmeno sapere sé stesse chiedendo troppo o troppo poco.
La direttiva interviene esattamente su questo difetto: ridurre l’asimmetria informativa e rendere il salario un dato conoscibile, confrontabile, discutibile.
Qualcosa si muove: la risoluzione del Parlamento europeo sulla violenza sessuale
(Francesca Negri)
Il 28 aprile scorso il Parlamento europeo ha approvato una risoluzione con la quale chiede che la Commissione UE proponga una legge che definisca una comune definizione di stupro, basata sul concetto del consenso.








