Distribuzione non proporzionale di utili: Assonime coglie nel segno
(Simona Baseggio e Barbara Marini)
Tra i documenti di prassi passati in rassegna nella circolare Assonime n. 17 del 24 giugno scorso, dedicata alla dichiarazione e ai versamenti delle società di capitali, figura la risposta a interpello n. 90 del 31 marzo di quest’anno in tema di distribuzione non proporzionale di utili. La collocazione non è casuale: la qualificazione fiscale di tali somme incide direttamente sulla determinazione dell’imponibile IRES che le imprese stanno per riversare in dichiarazione, e proprio per questo merita un’analisi attenta.
OnlyFans, il Fisco non si abbona: presenta il conto
(Pierdante Colapietra)
Il “reddito digitale” ha una qualità ingannevole: sembra leggero. Non passa da un registratore di cassa, non occupa scaffali, non richiede un negozio e spesso nasce da abbonamenti, contenuti, visualizzazioni, piattaforme estere e pagamenti frazionati. Sembra muoversi in uno spazio diverso da quello in cui, tradizionalmente, il Fisco è abituato a cercare. Ma è solo un’apparenza.
Sbagliare è umano, perseverare è fiscale
(Giacomo Monti)
Nessuno pretende che il legislatore sia infallibile. In un sistema economico e normativo sempre più complesso, l’errore è quasi fisiologico. Una disposizione può rivelarsi poco efficace, produrre effetti inattesi o risultare scarsamente coordinata con il resto dell’ordinamento.
Fa tutto parte dell’attività legislativa.
Molto meno fisiologica è, invece, un’altra tendenza che sembra caratterizzare sempre più frequentemente la produzione normativa (fiscale) italiana: quella di non correggere l’errore, ma di rinviarne semplicemente gli effetti.
NIS2: cosa è cambiato davvero per imprese e professionisti il 30 giugno
(Lorenzo Romano)
La scadenza del 30 giugno ha segnato un passaggio decisivo per la cybersecurity italiana: è entrato infatti in vigore il decreto nazionale che recepisce la Direttiva NIS2, il nuovo quadro europeo che ridisegna obblighi, responsabilità e controlli in materia di sicurezza informatica. Per imprese, professionisti e pubbliche amministrazioni non si tratta di un semplice adempimento tecnico, ma di un cambio di paradigma: la cybersicurezza diventa un requisito organizzativo, contrattuale e – soprattutto – di governance.
Senso di responsabilità: la competenza che l’IA non ti può dare
(Mario Alberto Catarozzo)
l 20 febbraio scorso il Tribunale di Siracusa ha depositato una sentenza che dovrebbe far riflettere molti professionisti italiani.
Un atto giudiziario conteneva il richiamo a quattro sentenze della Corte di Cassazione: precise nei riferimenti, dettagliate nelle massime, strutturate in modo ineccepibile.
Una sola cosa non tornava: quelle sentenze non esistevano.
L’Intelligenza Artificiale le aveva inventate e non erano state opportunamente verificate prima di essere utilizzate. Il giudice ha qualificato la condotta come responsabilità aggravata. Probabilmente, non è stata distrazione e neppure fretta, ma qualcosa di più insidioso: la fiducia cieca nell’output di uno strumento potente come l’IA.
Quella stessa fiducia che, se non ci poniamo le domande giuste, potrebbe fare brutti scherzi a chiunque di noi.







