7 GIORNI (IR)REGOLARI - Il soprassuolo delle parole
(Stefano Ricca)
La fiera della piccola e media editoria di Roma ha deciso che dal 2026 le case editrici devono firmare una dichiarazione per poter esporre i propri libri. Una dichiarazione di adesione ai valori antifascisti della Costituzione. Per chi non spunta le caselle, il sistema informatico blocca l’iscrizione. Non entra.
LE PAROLE DI BLAST - “Giustizia”
(Cristina Marchesan)
Quella di oggi, non è solamente una parola, ma un concetto ampio e profondo che riveste un ruolo fondamentale, entrando nelle azioni e negli accadimenti della nostra vita di tutti i giorni.
Potremmo sentire la presenza di Iustitia, anch’essa dea bendata, poiché “non guarda in faccia nessuno”, e immaginarla - imparziale e scevra da pregiudizi - sorreggere una bilancia che, nel suo status di neutralità, non debba mai perdere l’equilibrio in un’accurata analisi degli eventi. Pesi equivalenti, opposti tra loro, descrivono infatti uno degli attributi simbolici, già raffigurati da Greci e Romani, che definiscono le sembianze ideali della nobile signora armata anche di spada.
LEGGER(MENTE) – LE RECENSIONI DI BLAST - Murasaki Shikibu – Diario di Murasaki Shikibu
(Chiara Forino)
Ti capita mai di sentire che il mondo intorno a te sia troppo veloce, troppo rumoroso, troppo caotico per sopportarlo? A me, quando succede, scatta il desiderio di viaggiare nel tempo e nello spazio, di vivere in un’epoca più “semplice”, dove il tempo scorre lento e lineare, il silenzio culla la mente e l’ambiente circostante consente di fermarsi senza essere travolti dagli eventi.
Per questo oggi propongo un libricino gentile e leggero, scritto oltre un millennio fa dall’altra parte del mondo, dall’autrice di un capolavoro della cultura giapponese (Genji Monogatari), di cui non si sa quasi nulla.
Piccola curiosità: per la prima volta, da quando è nata questa rubrica, l’opera d’arte che accompagna il testo rappresenta l’autrice del libro, come immaginata, sette secoli dopo, dal primo artista che rese popolare la stampa multicolore in Giappone nel XVIII secolo.
Buona lettura!
Poesia tributaria
(Maurizio Nadalutti)
Eh sì, qualcosa di poetico c’è tra fisco e contribuente,
un rapporto di odio e amore, come con il tuo convivente.
Ci si allontana e poi ci si ritrova: è di nuovo pace fatta.
Non vi pare vero? Ma è proprio così, non è cosa astratta.
All’inizio sei forfettario, paghi poco e sei contento,
tutti d’amore e d’accordo, avanti assieme spinti dal vento.
Poi, al settimo anno, diventi più grande ed ecco la crisi,
le imposte esplodono, non ci sono più così tanti sorrisi.
Il Signore degli Adempimenti
(Stefano Niccolai)
(Ovvero: la storia di un piccolo amministratore che usava il conto della SRL come il proprio portafoglio, e di come l’Anello della Commistione lo trascinò nei regni oscuri dell’accertamento)
Nella Contea, un quieto comune di provincia, dodicimila anime, un bar, una tabaccheria e tre studi di commercialisti in fila sulla stessa via, viveva un uomo di nome Frodo Sacchi.
Frodo aveva quarantadue anni, una SRL costituita da quattro, due dipendenti, un capannone in affitto e la convinzione serena che tra lui e la sua società non ci fosse, in fondo, una differenza sostanziale. Era lui che aveva fondato l’azienda. Era lui che firmava i contratti, pagava i fornitori, incassava i clienti. Il conto corrente della SRL era il conto corrente suo o almeno così lo trattava, con la naturalezza di chi non ha mai sentito pronunciare ad alta voce le parole “autonomia patrimoniale perfetta”. Quando gli servivano soldi, li prendeva. Quando la società aveva bisogno, li rimetteva. Era un sistema semplice, fluido, informale. Funzionava da anni. Era, naturalmente, una bomba a orologeria. Ma Frodo questo ancora non lo sapeva.







