7 GIORNI (IR)REGOLARI - Dicono che migliorerà
(Stefano Ricca)
La settimana scorsa, la notte tra il 28 e il 29 giugno, migliaia di brocche di vetro sono rimaste fuori, sui davanzali, in giardino, con dentro acqua fredda e un albume scivolato piano. La mattina dopo qualcuno si è alzato presto a guardare le vele formate da sole. Aperte, ottimo segno. Chiuse, si mette male. La barca di San Pietro non si legge prima. Si prepara e basta, poi si aspetta, poi si interpreta quello già successo come se fosse una promessa per quello che deve ancora succedere.
“Casa” - LE PAROLE DI BLAST
(Cristina Marchesan)
Spesso si tende a dare tutto per scontato. L’abitudine penetra quello che consideriamo come normale, facendogli perdere di significato. Allora, la normalità ci sembra quasi dovuta, la esigiamo in una sorta di inconsapevole arroganza; salute, amore, famiglia, lavoro. In ordine di importanza, o in ordine sparso, purché presenti.
Caro Andrea, non avere fretta di diventare qualcuno: diventa te stesso
(Andrea Tordini)
Caro Andrea,
ti scrivo da un tempo che per te oggi sembra lontanissimo. Quindici anni non sono un’eternità, ma nel mondo del lavoro possono sembrare un secolo. Tu stai per entrare adesso in quel mercato che immagini come una porta da attraversare: pensi che basti essere preparato, avere studiato, avere un curriculum ordinato, saper parlare nel modo giusto, dimostrare di essere pronto. E in parte è vero. Ma lascia che te lo dica subito, con la delicatezza che avrei voluto ricevere io: non sarai mai davvero pronto. E non perché ti manchi qualcosa, ma perché il lavoro, la vita, le relazioni e i sogni si imparano in cammino.
Il mondo in cui stai entrando cambierà più velocemente di quanto tu possa immaginare. Vedrai arrivare tecnologie capaci di fare in pochi secondi ciò che tu hai studiato per anni: riassumere, scrivere, calcolare, confrontare, generare idee, correggere errori, costruire presentazioni, rielaborare concetti. Ti sembrerà, a tratti, che il valore dello studio venga messo in discussione.





