“Gravità” - LE PAROLE DI BLAST
(Cristina Marchesan)
Indubbiamente, tema di un certo “peso”.
Abbiamo parzialmente avuto modo di affrontare la parola odierna in Tempo e Spazio poiché entrambi i concetti interessano o vengono interessati da ciò che ruota attorno al sistema gravitazionale. Fisica e astronomia sarebbero quindi i principali settori in cui trovarvi specifici riscontri.
Ma che dire di una materia come il diritto?
7 GIORNI (IR)REGOLARI – Chi eravamo, chi siamo
(Stefano Ricca)
Il 2026 non è partito bene. Fuori dall’Italia c’è una guerra in Medio Oriente che tiene il fiato sospeso a mezzo mondo, dazi che rimescolano le carte del commercio globale, una stabilità che scricchiola da ogni parte. Dentro l’Italia, in queste ultime settimane, mi sono ritrovato a guardare tre cose una dietro l’altra e a chiedermi chi siamo diventati.
LEGGER(MENTE) – LE RECENSIONI DI BLAST – La sindrome dell’impostore
(Chiara Forino)
Ti è mai capitato, dopo avere raggiunto un risultato importante, di pensare di non meritarlo? Che quella promozione, quel bel voto, quel complimento fossero frutto non dei tuoi meriti o del tuo impegno, ma della fortuna, di un aiuto esterno o, peggio, di un errore di valutazione che prima o poi sarà svelato, mostrando chi sei veramente e coprendoti di vergogna?
Questa, in estrema sintesi, è la sindrome dell’impostore. Una condizione che colpisce indifferentemente uomini e donne che, nella vita, hanno “successo”, nel senso più esteso del termine.
Il paradosso dell’erede omicida
(Stefano Niccolai)
Nel solenne e talvolta austero panorama del diritto successorio italiano, le cui fondamenta poggiano ancora sull’impianto quasi monumentale del Codice Civile del 1942, la cronaca nera irrompe con una forza dirompente, creando cortocircuiti normativi di non facile soluzione. L’apertura di una successione, evento giuridico destinato a perpetuare la titolarità dei patrimoni, può infatti divenire l’atto conclusivo di una tragedia. Quando il de cuius è una vittima e il “chiamato all’eredità” è il suo stesso carnefice, l’ordinamento giuridico è chiamato a un intervento di natura etica, prima ancora che legale, per impedire che l’autore del crimine possa beneficiare dei frutti della propria condotta illecita.







