CATTIVI PENSIERI (MA NON SEMPRE) - L’intelligenza artificiale è ovunque e (spesso) non ce ne accorgiamo, però la regoliamo bene
di Dario Deotto
In un precedente intervento, pubblicato su Blast il 1° dicembre, si è dato conto di quella sorta di “feticismo normativo” che si registra in Italia e nell’Unione europea a proposito dell’intelligenza artificiale.
Ora dobbiamo prendere atto anche delle previsioni, sempre a riguardo dell’AI, contenute nel Codice deontologico dei dottori commercialisti ed esperti contabili. Le disposizioni sono entrate in vigore il 21 novembre scorso.
Partiamo anche in questo caso da una necessaria premessa.
Riteniamo che oramai sia incontrovertibile che l’ambiente dell’umano risulti quello della Tecnica. Per Heidegger la Tecnica è una sorta di lente potente che cambia il modo in cui si vede e si vive il mondo. La Tecnica, peraltro, è stata sin dall’inizio una caratteristica essenziale dell’umano, che è sostanzialmente un animale ibrido. Anche la nostra intelligenza è un’intelligenza ibrida.
Venendo ai nostri giorni, nei quali la protagonista principale dell’evoluzione della Tecnica è rappresentata proprio dall’intelligenza artificiale, quest’ultima, come riporta il prof. Floridi, risulta oramai “un’infrastruttura invisibile, integrata nella quotidianità come l’elettricità o l’automobile”. Basta, appunto, salire a bordo di un’automobile (nuova o perlomeno recente) per avere chiara la percezione che l’AI è parte integrante della vita dell’umano.
Per questo, si è scritto, lascia alquanto perplessi una previsione come quella dell’articolo 13 della L. 132/2025, la quale dispone che “per assicurare il rapporto fiduciario tra professionista e cliente, le informazioni relative ai sistemi di intelligenza artificiale utilizzati dal professionista sono comunicate al soggetto destinatario della prestazione intellettuale con linguaggio chiaro, semplice ed esaustivo”. Oggi – ed è solo un esempio – anche molti (semplici) software impiegano sistemi di intelligenza artificiale: è come dire – ci venga scusato il paradosso - che dovrei comunicare ai clienti le informazioni relative alle AI presenti nell’autovettura impiegata per le attività dello studio professionale.


