Oggi Blast compie il primo anniversario e quindi ci concediamo il “lusso” di un numero speciale.
Nel primo numero di un anno fa avevamo indicato che la nostra priorità era quella di commentare i fatti dell’economia, del diritto (e quindi anche del fisco), della tecnologia, non con interventi puramente descrittivi (che tranquillamente possono essere fatti, oramai, da AI “basiche”), ma con un’”angolatura” che permetta il ragionamento, il pensiero, la ricerca di “piccole verità”.
Non sta a noi dire se ci stiamo riuscendo o meno, ma il fatto che i nostri lettori siano sempre più numerosi, e che ogni giorno riceviamo numerose richieste di pubblicazione di articoli (specie da parte di giovani professionisti, e questo ci rende particolarmente orgogliosi), ci dà grande fiducia ed energia (anche, e soprattutto, per fare meglio).
“Per natura” avversiamo la pratica dell’autoelogio, così veniamo al numero speciale di oggi.
Tutti gli articoli odierni vengono dedicati alla “riforma fiscale”.
Ci è sembrato quasi doveroso, per un numero speciale, considerato che la fiscalità risulta ancora un argomento tra i più gettonati. Volevamo in particolare indagare quanto scollamento vi sia, sul tema della riforma, tra la perdurante narrazione (che certamente, specie in questo ultimo periodo, beneficia – come abbiamo riportato ieri – di un certo intorpidimento intellettuale e di un sempre più diffuso opportunistico e compiacente silenzio) e la realtà dei fatti.
Abbiamo così chiesto ad accademici, giuristi, studiosi, professionisti, nonché ai valenti collaboratori del Comitato scientifico di Blast, di riportarci il loro pensiero.
Noi siamo orgogliosi del risultato (così come di tanti altri numeri del “giornale”). Il giudizio che conta però è quello di voi lettori. A cui intanto va il nostro ringraziamento.



