Tutte le strade portano a Roma (anche quelle dell'algoritmo). Anthropic, il Papa e l'Italia come "spazio morale"
di Lorenzo Romano
C’è qualcosa di squisitamente storico nella notizia che il co-fondatore di Anthropic, Christopher Olah, sedeva accanto a Leone XIV per la presentazione dell’enciclica Magnifica Humanitas (vedi anche l’articolo a firma di Marco Cramarossa L’enciclica “Magnifica Humanitas” di Leone XIV rappresenta un monito anche per il fisco nell’era dell’intelligenza artificiale). Per secoli i mercanti, i banchieri e i sovrani hanno cercato a Roma non oro (di quello ne avevano già) ma una merce più rara: la legittimazione. Cosimo de’ Medici finanziava conventi per farsi perdonare l’usura; oggi una società valutata circa 380 miliardi di dollari fa tappa in Vaticano per farsi assolvere dal peccato originale dell’intelligenza artificiale. Cambia la tecnologia, non la liturgia.
Così alcune considerazioni sono dovute: il Papa stesso ha tracciato un parallelo deliberato tra la sua enciclica e la Rerum Novarum di Leone XIII del 1891. E qui la coincidenza onomastica (un Leone allora, un Leone oggi) sembra quasi un colpo di sceneggiatura. Ma il parallelismo merita di essere preso sul serio, perché dice qualcosa di preciso anche sul nostro mestiere. La Rerum Novarum non era un trattato di teologia: era, a tutti gli effetti, un documento di politica del diritto. Affrontava il rapporto di lavoro, la proprietà, il salario giusto, l’associazionismo. Pose le basi culturali che cinquant’anni dopo sarebbero confluite negli articoli 35 e seguenti della nostra Costituzione. Quando la Chiesa parla di “protezione della persona umana“ davanti a una rivoluzione produttiva, il legislatore (prima o poi) prende appunti.
E qui sta il primo spunto. Mentre il dibattito tecnico-giuridico sull’IA si concentra sull’AI Act europeo e sui suoi decreti di attuazione, un’enciclica non produce norme cogenti ma fa qualcosa di forse più determinante: orienta il senso comune da cui poi il giudice e il legislatore attingono quando devono riempire le clausole generali. La “dignità della persona“, la “buona fede“, la “diligenza professionale“ non sono concetti che il diritto crea dal nulla: li raccoglie dall’aria del tempo. E forse l’aria del tempo, a Roma, la si respira ancora in Vaticano più che a Bruxelles. Forse anche in modo più universale.



