Tra Sanremo e San Valentino, febbraio non perdona
di Stefano Ricca
Febbraio non è gennaio. Gennaio almeno ha il fascino delle buone intenzioni, la sensazione che qualcosa possa ancora cambiare, che il nuovo anno porti con sé una specie di grazia sospesa. Febbraio no. Febbraio è il mese in cui si smette di fare finta e si torna al lavoro vero. Lo studio riprende a girare come deve, con le sue scadenze precise, i suoi ritmi che conosciamo a memoria. Rata INAIL, prima rata INPS dell’anno e ultima del 2025, start dichiarazioni IVA. Se siete ancora lì a crogiolarvi nei buoni propositi di gennaio, svegliatevi: la campagna bilanci è già alle porte.
Ma prima di entrare nel vivo, un appunto veloce: Blast ha compiuto un anno. Auguri di cuore.
Sanremo. Ogni anno la stessa storia, ogni anno mi dico che non ci cascherò e invece eccomi qui. Andrea Pucci annunciato come co-conduttore, le polemiche esplose immediatamente sui social per via di alcune battute e il passo indietro nel giro di quarantotto ore. Sia chiaro: la satira è libera. Sempre. Un comico può dire quello che vuole, il pubblico decide se ridere o andare a teatro da qualcun altro. Non è questo il punto. Il punto è il meccanismo. Il punto è la strumentalizzazione. Risultato: più visibilità di quanta ne avrebbe mai avuta sul palco dell’Ariston. E alla fine il messaggio (quasi) nascosto: vi aspetto a teatro. Ricordate Iacchetti? Prima la polemica, poi il libro. Schema collaudato, funziona sempre, e noi ogni volta ci caschiamo come se fosse la prima. L’auto-strumentalizzazione è diventata un genere a sé, con le sue regole, i suoi tempi, il suo pubblico fidelizzato. Strumentalizzano tutti, da destra e da sinistra. In Italia piace così.
La famiglia del bosco: qualcuno se la ricorda? I bambini sono ancora in una casa-famiglia dal novembre scorso. La Corte d’Appello a dicembre ha confermato l’allontanamento. Le perizie psicologiche decisive sono previste per marzo. La madre ha scritto una lettera durissima alle assistenti sociali. La notizia non è scomparsa, si è trasformata in una vicenda legale lunga e silenziosa, senza più i riflettori accesi. Chiudo qui con la cronaca.



