TFR al Fondo Tesoreria INPS: la soglia che si abbassa e il tempo che non torna indietro
di Gabriele Silva
La legge di Bilancio 2026 riporta al centro dell’attenzione il versamento del TFR al Fondo di Tesoreria INPS e lo fa intervenendo su un elemento apparentemente semplice: il requisito dimensionale. La circolare INPS n. 12 del 5 febbraio 2026 chiarisce il meccanismo operativo, ma dietro il dato tecnico emerge una logica precisa: l’obbligo non si misura sull’oggi, bensì sull’anno precedente. Ed è proprio questa retroattività “tecnica” che impone alle aziende un cambio di prospettiva nella gestione della crescita.
Il principio è netto. L’obbligo di conferire il TFR al Fondo di Tesoreria scatta se la media annuale dei lavoratori in forza nell’anno solare precedente raggiunge la soglia prevista per il periodo di paga considerato. Per il biennio 2026-2027 il limite è fissato a 60 addetti, dal 2028 al 2031 scenderà a 50 e dal 1° gennaio 2032 a 40. Per i versamenti relativi al 2026 si guarda quindi alla media occupazionale del 2025; per il 2027 si guarda al 2026, e così via. Quando l’azienda realizza di aver superato la soglia, l’effetto contributivo è già maturato.
Una soglia che si consolida
Un aspetto particolarmente rilevante chiarito dalla circolare riguarda la stabilità dell’obbligo. Eventuali riduzioni successive dell’organico non incidono sul versamento al Fondo di Tesoreria. Una volta superata la soglia, il vincolo resta. Non si tratta di un adempimento fluttuante che segue le oscillazioni mensili dell’occupazione, ma di un obbligo che si consolida sulla base della media annuale.
Anche il calcolo della media richiede attenzione. Devono essere considerati tutti i lavoratori subordinati, indipendentemente dalla tipologia contrattuale e dall’orario, compresi i part-time, che vanno computati in proporzione all’orario svolto secondo i criteri dell’articolo 9 del decreto legislativo 81/2015. La media, inoltre, deve riflettere esclusivamente i mesi di effettiva attività aziendale, escludendo eventuali periodi di sospensione.
Il primo anno di applicazione e la base temporale necessaria
Per il 2026 il parametro di riferimento è il 2025, ma la circolare precisa che l’obbligo riguarda i datori di lavoro già in attività nel 2024. Solo in questo modo esiste una base temporale coerente per valutare la media dell’anno precedente su un arco significativo e comparabile. La previsione evita interpretazioni forzate e chiarisce che il legislatore ha inteso fondare l’obbligo su una dimensione aziendale consolidata.



