Tecnologia, competenze e nuovi modelli: le priorità della funzione fiscale secondo l’EY TFO Survey 2025
di Marta Pensotti Bruni
La funzione fiscale italiana sta attraversando una trasformazione senza precedenti, accelerata da pressioni geopolitiche, da un quadro normativo in continuo mutamento e dall’esplosione delle tecnologie data‑driven.
La EY Tax and Finance Operations Survey 2025 fornisce un quadro molto nitido delle priorità dei Tax Manager e delle sfide che dovranno affrontare nei prossimi anni. Il primo elemento che emerge è la centralità assoluta di dati, AI e tecnologia: l’88 per cento delle aziende considera questi fattori una priorità imprescindibile per migliorare compliance, analytics e capacità predittive.
In un ecosistema che si muove in modalità real‑time, è importante che la funzione fiscale abbia una strategia chiara. Tuttavia, la strada non è lineare: l’ostacolo principale non è il budget, ma l’incapacità di costruire un piano sostenibile per dati, AI e tecnologia. La governance dei dati diventa quindi la vera condizione abilitante della modernizzazione, un punto che ricorre con forza anche nelle riflessioni dei Tax Manager italiani.
Accanto alla trasformazione tecnologica, cresce l’ambizione di rafforzare il ruolo strategico della funzione fiscale. Il 75 per cento dei rispondenti indica l’allineamento della strategia fiscale con quella finanziaria e aziendale come una priorità centrale, in un contesto in cui il business richiede capacità predittiva, supporto al decision making e una gestione più matura dei rischi globali.
Parallelamente, si intensifica l’attenzione verso la tax governance e una compliance sempre più accurata, anche a fronte dell’ampliarsi delle disclosure volontarie, come la rendicontazione delle total taxes paid. In questa evoluzione, la qualità del dato fiscale diventa un asset aziendale, non più un requisito tecnico.



