Con la pubblicazione del Provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate prot. n. 42022/2026 del 3 febbraio 2026 si è acceso il semaforo verde per l’ingresso nel regime di adempimento collaborativo “opzionale” (articolo 7-bis del Dlgs 128/2015) da parte delle imprese che non soddisfano i requisiti di accesso al regime “ordinario” sul piano dimensionale, né rientrano in quelle ipotesi alternative (determinate dall’appartenenza ad un gruppo in senso civilistico o ad un Gruppo IVA o dal dare esecuzione alla Risposta ad un’istanza di interpello sui nuovi investimenti) che il legislatore ha individuato al fine di consentire l’accesso all’istituto “per la via maestra” anche a soggetti meno strutturati o dimensionati.
Non è certo un mistero che il regime opzionale sia un “minus” rispetto a quello principale in quanto, a fronte del medesimo impegno in termini di trasparenza ed a fronte di un non minore impegno (organizzativo e, non da ultimo, finanziario) i benefici “nominati” connessi all’aderenza al regime sono fortemente ridimensionati rispetto a quelli che spettano a chi accede al regime “maior”.



