"Superficie" - LE PAROLE DI BLAST
di Cristina Marchesan
Il salto... una molla si stacca da terra, con l’elasticità di un felino, per poi tuffarsi di testa mentre la punta delle dita taglia per prima la superficie dell’acqua. Il corpo ne segue la scia fino ad affondare in profondità.
Una sensazione di fresco benessere si accompagna al sapore salato dell’ambiente marino. Eppure, dopo solo pochi istanti, in cui la mancanza d’aria sembra fermare il tempo, una virata repentina fa protendere tutto l’essere verso il punto luce di quella stessa superficie poc’anzi abbandonata.
Ecco che, con una rapida spinta, il viso riemerge tra i flutti e la fame di ossigeno viene finalmente saziata. Il respiro riempie i polmoni donando una sensazione di assoluto benessere mentre il riflesso del sole, sull’enorme distesa d’acqua, ne fa brillare l’intera superficie in una sorta di ondeggiante luccichio.
La parola prende origine dal latino superficies, composto da super- e facies “faccia”.



