Sui “minipacchi” si è in attesa di verificare l’intervento legislativo che dovrebbe essere contenuto nel prossimo decreto fiscale “correttivo”, atteso per la prossima settimana.
Vediamo però, intanto, di verificare l’attuale “stato dell’arte”.
La legge di bilancio 2026 (Legge 30 dicembre 2025, n. 199) ha introdotto, come oramai dovrebbe essere noto, un contributo fisso di due euro per ogni spedizione di modico valore (articolo 1, commi da 126 a 129), che si applica a tutte le spedizioni provenienti da Paesi extra UE dichiarate per il vincolo al regime di immissione in libera pratica, a prescindere dalla tipologia di transazione commerciale sottostante alla spedizione, e con valore dichiarato non superiore a 150 euro (cfr. Circ. n. 37/ADM/2025)
Il contributo è dovuto per tutte le importazioni effettuate dal 1° gennaio 2026, ossia in dichiarazioni di immissione in libera pratica registrate a partire dal 1° gennaio 2026.
Tale contributo, inoltre, è riscosso al momento dell’importazione definitiva delle merci e deve essere versato dal dichiarante doganale o, in caso di rappresentanza indiretta, dal soggetto per conto del quale viene presentata la dichiarazione.
La descritta disposizione anticipa di pochi mesi l’applicazione del contributo fissato a seguito dell’accordo politico raggiunto dal Consiglio europeo nello scorso mese di novembre, volto alla soppressione, a partire dal 1° luglio 2026, della soglia di esenzione doganale pari a 150 euro attualmente applicata.
L’obiettivo del legislatore europeo è quello di rafforzare la sostenibilità del sistema di controllo doganale, sempre più sotto pressione a causa del notevole aumento delle spedizioni di pacchi esenti da dazi legate al commercio elettronico nonché di evitare disparità di trattamento tra commercio tradizionale e piattaforme elettroniche.



