Blast - Quotidiano di diritto economia fisco e tecnologia

Blast - Quotidiano di diritto economia fisco e tecnologia

Economia

SPILLI EREDITARI - Il Trustee fai da te: cronaca di un disastro annunciato

di Piero Sanna Randaccio

Avatar di Blast
Blast
feb 04, 2026
∙ A pagamento

C’è un momento preciso, nella vita di ogni rispettabile “patriarca” italiano, in cui nasce l’idea. Non è un’illuminazione mistica né il frutto di una lunga riflessione strategica, ma è più simile a un sussurro compiaciuto, pronunciato davanti a un caffè troppo ristretto.

“Il trust? Sì, certo. Lo facciamo. Ma il trustee lo metto io. Che ci vuole?”

Da qui inizia la favola o, più spesso, la tragedia.

Il trustee fai da te è una figura affascinante, quasi romantica: l’uomo (o la donna) della porta accanto, scelto non per competenza, indipendenza o struttura, ma per tre requisiti ritenuti fondamentali dalla saggezza popolare patrimoniale: “è uno di famiglia”, “ci vuole bene” e soprattutto “non costa niente”.
Un mix letale, degno delle migliori commedie all’italiana, dove si ride molto nel primo atto e si piange copiosamente nel terzo, di solito davanti a un avviso di accertamento.

La scena è sempre la stessa. Il disponente, convinto di aver trovato la pietra filosofale della pianificazione, trasferisce formalmente i beni nel trust, salvo poi continuare a gestirli con la stessa naturalezza con cui apre il frigorifero di casa propria. Il trustee – spesso un parente volenteroso o un amico “che se ne intende” – annuisce, firma, esegue. Decide poco, domanda molto, obbedisce sempre.

Il risultato? Non un trust, ma un elegante teatro di burattini, dove i fili sono talmente visibili da far sorridere anche il pubblico in ultima fila.

Avatar di User

Continua a leggere questo Post gratuitamente, offerto da Blast.

Oppure acquista un abbonamento a pagamento.
© 2026 Maggioli · Privacy ∙ Condizioni ∙ Notifica di raccolta
Inizia il tuo SubstackScarica l'app
Substack è la casa della grande cultura