Smart working e infortunio domestico: il diritto non può restare in ufficio. La pronuncia del giudice del lavoro di Padova
di Gabriele Silva
Lo smart working non è più un’eccezione emergenziale. È diventato una parte della quotidianità per moltissimi, il diritto deve adeguarsi.
In questi giorni fa discutere una decisione del Giudice del Lavoro di Padova relativa a un infortunio avvenuto durante una giornata di lavoro agile. Una lavoratrice, impegnata in attività lavorativa da remoto, si è infortunata nella propria abitazione mentre stava svolgendo mansioni connesse alla prestazione. L’INAIL, dopo un iniziale riconoscimento, aveva ricondotto l’evento a semplice incidente domestico. Il giudice ha invece riaffermato la natura professionale dell’infortunio, riconoscendo la tutela e disponendo anche il rimborso delle spese mediche sostenute.
Al di là del singolo caso, il punto vero è un altro: il luogo fisico non è più il perimetro della tutela.
Il nodo: casa e ufficio sono la stessa cosa?
Equiparare casa e luogo di lavoro non significa trasformare ogni evento domestico in infortunio professionale.


