Rottamazione quinquies (al via) e fatture alla riscossione: quando bastone e carota vanno di pari passo
di Stefano Ricca
Abbiamo riportato, qui su Blast, della rottamazione quinquies, delle sue cinquantaquattro rate spalmate su nove anni, della possibilità di pagare solo il capitale senza sanzioni e interessi. Ma mentre parte, di fatto, l’operazione (l’Agenzia delle entrate-Riscossione ha reso disponibili sul proprio sito internet le modalità e il servizio per presentare la domanda di adesione), nello stesso articolo 1 della legge di Bilancio 2026 c’è un comma che completa il quadro. Il comma 117. Poche righe che modificano il decreto legislativo 127 del 2015 sulla fatturazione elettronica, integrando l’elenco dei soggetti rispetto ai quali l’Agenzia delle Entrate può utilizzare e mettere a disposizione i dati delle fatture elettroniche memorizzati ai sensi del comma 5-bis.
Vale la pena ricostruire l’evoluzione normativa. L’articolo 1, comma 5-bis del decreto legislativo 127 del 2015 disciplina da anni la memorizzazione e l’utilizzo dei file delle fatture elettroniche. Finora questi dati erano accessibili alla Guardia di Finanza per le funzioni di polizia economica e finanziaria, all’Agenzia delle Entrate e alla Guardia di Finanza per analisi del rischio e controlli fiscali, all’Agenzia delle Dogane per vigilanza su accise e imposte sulla produzione. Ogni soggetto con finalità specifiche, in un sistema che si è progressivamente ampliato. Il decreto legge 124 del 2019 aveva già esteso tempi e modalità di utilizzo, mentre il decreto legislativo 13 del 2024 ha inserito queste basi dati nel più ampio sistema di analisi del rischio fiscale.
Il comma 117 introduce ora la lettera b-ter. L’Agenzia delle Entrate potrà mettere a disposizione dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione i dati sulla somma dei corrispettivi delle fatture emesse da debitori iscritti a ruolo verso i loro clienti. Periodo considerato: i sei mesi precedenti. La norma si inserisce nella riforma 1.12 del PNRR sulla modernizzazione dell’amministrazione fiscale, in continuità con il decreto legislativo 13 del 2024 sull’utilizzo integrato delle banche dati fiscali. Obiettivo: supportare procedure esecutive presso terzi più mirate ed efficaci.
Non il dettaglio di ogni singola fattura, ma dati sintetici. Somma dei corrispettivi verso ciascun cliente negli ultimi sei mesi. Non controllo generalizzato, ma strumento per individuare rapidamente i crediti del debitore verso terzi. Le modalità operative arriveranno con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate. L’utilizzo avviene nel perimetro già tracciato dall’articolo 1, commi 5-bis e 5-ter del decreto legislativo 127 del 2015, che disciplina tempi di memorizzazione e garanzie privacy.
La questione pratica sta negli effetti concreti. Prima individuare i terzi debitori richiedeva tempo. Indagini bancarie, richieste di informazioni, incroci documentali. Adesso il sistema consente una mappatura rapida. Sei mesi di fatturazione dei debitori iscritti a ruolo verso ciascun cliente diventano visibili in forma aggregata. L’agente della riscossione può selezionare con maggiore precisione le azioni esecutive verso quei rapporti commerciali che presentano capacità di soddisfare il credito.
Questo modifica il contesto della rottamazione quinquies. Non più solo convenienza fiscale, ma valutazione dell’efficacia della riscossione coattiva. Se sei iscritto a ruolo e non aderisci alla definizione agevolata, la procedura esecutiva presso terzi diventa più rapida. Il pignoramento può arrivare sui crediti commerciali con tempi ridotti. Chi prima poteva temporeggiare sperando nella lentezza della macchina amministrativa, adesso si trova di fronte a una macchina che dispone di informazioni molto più tempestive e strutturate.
Negli studi professionali si parla della rottamazione come opportunità da valutare caso per caso. Ma il comma 117 aggiunge una variabile: la velocità della riscossione coattiva in caso di inadempienza. Non è più solo convenienza economica. È una valutazione che deve considerare quanto rapidamente potrebbero essere intercettati i flussi commerciali. E questo vale ancora di più per chi lavora con pochi clienti di grande dimensione.
La legge di Bilancio 2026 costruisce un sistema coerente. Da una parte amplia la platea della rottamazione, consentendo di aderire anche a chi è decaduto dalle precedenti edizioni. Dall’altra rafforza gli strumenti di riscossione per chi non aderisce. Doppio binario: facilitare l’adempimento volontario, aumentare l’efficacia del recupero coattivo.
Punto di arrivo di un percorso iniziato con la fatturazione elettronica obbligatoria. Prima strumento di contrasto all’evasione, poi di analisi del rischio per gli accertamenti, adesso di supporto alla riscossione. Ogni transazione tracciata diventa informazione utilizzabile non solo per verificare l’adempimento spontaneo, ma anche per recuperare il credito quando l’adempimento manca.
La rottamazione quinquies è diventata regola, abbiamo detto. Una ricorrenza, una fermata dell’autobus. Il comma 117 ci ricorda che no, non proprio. È ancora un’eccezione. L’ultima fermata prima che l’autobus cambi percorso.


