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Economia

Rimborsi spese: la confusione normativa conduce a fenomeni di doppia imposizione

di Giacomo Monti

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Blast
lug 16, 2025
∙ A pagamento

L’assenza di coordinamento tra l’obiettivo della riforma fiscale di superare le criticità connesse alla tassazione del rimborso, ricevuto dal lavoratore autonomo, per spese sostenute in esecuzione del proprio incarico, e l’intento della “legge di bilancio 2025” di ridurre il rischio di evasione fiscale in alcuni particolari settori (trasporti non di linea, alberghi e ristoranti), aveva fatto emergere, da inizio 2025, seri problemi operativi oltre che interpretativi.

Alla modifica introdotta dal Dlgs 192/2024 - che a fronte della non rilevanza fiscale dei suddetti rimborsi, ha previsto l’integrale indeducibilità delle spese sostenute, oggetto del riaddebito - ha fatto seguito quella prevista dalla legge 207/2024 - che vincolava, invece, la deducibilità dei rimborsi legati a spese di trasferta, alla tracciabilità del pagamento.

Chi scrive, aveva già evidenziato su Blast, il fatto che questo mancato coordinamento normativo rendeva difficile da comprendere come trattare fiscalmente i costi rimborsati per vitto, alberghi, ristoranti e trasporti non di linea. Peraltro, la parte di spesa non oggetto di riaddebito, rimaneva pienamente deducibile, indipendentemente dal mezzo di pagamento utilizzato; aspetto assolutamente ingiustificato rispetto all’intento del legislatore di ridurre il rischio di evasione fiscale.

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