“Ribelle” - LE PAROLE DI BLAST
di Cristina Marchesan
È la musica, la musica ribelle
Che ti vibra nelle ossa
Che ti entra nella pelle
Che ti dice di uscire
Che ti urla di cambiare
Di mollare le menate
E di metterti a lottare
(Da “La musica ribelle” di Eugenio Finardi)
Da sempre, un certo tipo di arte ha la capacità di cavalcare il tempo, spostandosi indenne per poi raggiungere il presente ed apparire sotto la nuova veste di una cosa appena ideata.
Non retorica di facile interpretazione, ma capacità di restare attuale, nella sua semplicità, toccando le corde più intime dell’io.
Infatti, checché se ne dica, mia figlia diciannovenne, alla stregua della maggior parte dei suoi coetanei, potrebbe esternare allo stesso modo le verità della succitata canzone, affermandone la scoperta o, quasi quasi, rivendicandone addirittura la maternità… della serie: “I veri ribelli siamo noi!” Chi ha figli adolescenti, o poco più, sa perfettamente di cosa parlo.
Così, dal pezzo del nostro Eugenio Finardi uscito nel 1976 a “Rebel yell” del britannico Billy Idol pubblicato nel 1983; la parola ribelle sembra manifestare tutto il suo fascino soprattutto quando si parla di giovani.



