Responsabilità sindaci: la Cassazione frena l’entusiasmo. Il “tetto” al risarcimento non vale per il passato
di Lorenzo Romano
In un nostro precedente approfondimento (Rivoluzione sindaci: responsabilità limitata!), avevamo definito la Legge 14 marzo 2025, n. 35 come una vera e propria “svolta storica” per il sistema societario italiano. L’introduzione di un limite massimo alla responsabilità civile dei sindaci, parametrato al compenso percepito, prometteva di riportare equilibrio tra i doveri di vigilanza e il rischio patrimoniale personale, rendendo la carica di controllore meno “pericolosa” e più attrattiva per i professionisti qualificati. Tuttavia, come avevamo anticipato, rimaneva aperto un fronte di dibattito incandescente: la vigenza temporale della norma. La nuova disciplina può applicarsi anche ai fatti commessi prima della sua entrata in vigore?
A porre una parola forse definitiva (e gelida per molti professionisti con procedimenti in corso) è intervenuta la Corte di cassazione con la sentenza n. 1390/2026, depositata il 22 gennaio 2026. La Suprema Corte ha stabilito un principio di diritto chiarissimo: il nuovo testo dell’articolo 2407, comma 2°, c.c. non si applica ai fatti anteriori al 12 aprile 2025.
La vicenda approdata in Piazza Cavour riguardava il fallimento di una società, in cui i sindaci erano stati condannati per non aver impedito un’operazione con tutta evidenza svantaggiosa.
In questo contesto, uno dei sindaci ricorrenti ha tentato di invocare l’applicazione del nuovo “tetto” risarcitorio introdotto dalla riforma del 2025, sostenendo che tale limite dovesse operare come un criterio di quantificazione del danno applicabile dal giudice al momento della decisione.
Ricordiamo che la riforma ha introdotto tre fasce di limitazione: per compensi fino a 10.000 euro, la responsabilità è limitata a 15 volte il compenso; tra 10.000 e 50.000 euro, il limite è 12 volte; sopra i 50.000 euro, si scende a 10 volte. Se applicata retroattivamente, questa norma avrebbe potuto abbattere drasticamente i risarcimenti milionari richiesti in molti processi pendenti.


