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“Repubblica”- LE PAROLE DI BLAST/2

di Chiara Forino

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Blast
giu 06, 2026
∙ A pagamento

Il termine fa parte del nostro linguaggio dalla notte dei tempi. Già Cicerone, nell’omonima opera, ne viviseziona le sfaccettature, traendo spunto dal trattato che Platone scrisse nel IV secolo a.C.

L’origine etimologica è relativamente semplice: “res”, ovvero “cosa” e “pubblica”, la “cosa pubblica”. Numerose ipotesi associano l’uso originale al mero possesso materiale dei terreni appartenenti allo Stato e solo successivamente il suo significato è stato esteso al concetto più astratto dello Stato nel suo complesso, sebbene in un primo momento inteso nell’accezione classica dell’insieme dei cives (cittadini), in una fusione tra dimensione pubblica e privata più che come ente giuridico autonomo.

Con il tempo il significato si è esteso all’aspetto politico, con la Repubblica come forma di governo in cui lo Stato è un’entità collettiva, basata sul consenso e sulla partecipazione della cittadinanza, in contrapposizione alla monarchia, dove il potere è accentrato in un’unica persona, che lo detiene per diritto ereditario o divino.

Il 2 giugno abbiamo celebrato gli 80 anni della Repubblica Italiana. Ottant’anni fa il Popolo italiano ebbe il diritto di scegliere. Uomini e donne con la matita in mano decisero il loro destino politico. Non fu solo la scelta di una nuova forma di governo, dopo 85 anni di monarchia costituzionale e 24 anni di dittatura fascista. Fu la scelta della speranza, della partecipazione, di una nuova responsabilità sociale e civile.

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