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Fisco

Registri contabili digitali tra tenuta e conservazione a norma

di Stefano Dovier

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mag 29, 2026
∙ A pagamento

Il 30 aprile è scaduto il termine per il versamento dell’imposta di bollo sui registri tenuti con sistemi informatici: 16,00 euro ogni 2.500 registrazioni o frazione di esse, versati tramite modello F24 con codice tributo 2501.

Chi ha eseguito quel pagamento ha, di fatto, optato per la tenuta dei libri contabili in formato elettronico.

A questo punto, però, si pone una domanda ulteriore: al di là dell’adempimento fiscale appena assolto, quei registri sono inseriti in un processo che ne garantisce l’affidabilità nel tempo, oppure restano semplici file non inseriti in un sistema di corretta conservazione?

Per rispondere occorre esaminare la disciplina vigente, che ha modificato in modo significativo il quadro interpretativo precedente, e distinguere tra ciò che la legge oggi consente e ciò che resta opportuno fare per costruire un ciclo documentale digitale solido non solo sul piano fiscale, ma anche su quello probatorio e organizzativo.

La regola generale e il quadro ante 2022

Il punto di partenza è l’articolo 7, comma 4-ter, del DL 357/1994, secondo cui i registri contabili tenuti con sistemi meccanografici devono essere trascritti su supporto cartaceo entro tre mesi dal termine di presentazione della dichiarazione dei redditi. Per i soggetti con esercizio solare e dichiarazione presentata entro il 31 ottobre, quindi, la scadenza cade al 31 gennaio dell’anno successivo la presentazione.

Il medesimo termine è richiamato dall’articolo 3, comma 3, del DM 17 giugno 2014 anche per la conservazione elettronica dei documenti informatici fiscalmente rilevanti.

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