Prodotti bloccati su Amazon per presunta contraffazione? Come difendersi dalla concorrenza sleale online
di Valerio Lunati
Le grandi piattaforme di e-commerce come Amazon, eBay e marketplace analoghi hanno rivoluzionato il modo di vendere prodotti, offrendo enormi opportunità di visibilità e di accesso al mercato. Allo stesso tempo, però, questi canali espongono le imprese a rischi non trascurabili, tra cui quello della contraffazione e dell’uso strumentale dei diritti di proprietà industriale per ostacolare i concorrenti.
È ormai noto che le piattaforme online adottano procedure rapide e incisive per contrastare la vendita di prodotti che violano marchi, brevetti, modelli o disegni registrati. In linea di principio, si tratta di un sistema positivo, perché consente al titolare di un diritto di tutelarsi in modo efficace senza dover ricorrere immediatamente al tribunale. Tuttavia, proprio la rapidità di questi meccanismi può trasformarsi in un’arma a doppio taglio.
Come funziona il blocco dei prodotti
Quando un titolare di un diritto di proprietà industriale segnala ad Amazon (o ad altre piattaforme) una presunta violazione, la piattaforma tende a porsi in una cosiddetta “posizione di sicurezza”. In pratica, accetta la segnalazione e procede al blocco immediato del prodotto contestato, salvo che l’accusa sia manifestamente infondata.



