Oltre i due appartamenti locati si è imprenditori per forza? Un esame della natura della presunzione e dei possibili spazi di difesa
di Simona Baseggio e Barbara Marini
La legge di bilancio 2026 non introduce una nuova presunzione nel sistema delle locazioni brevi, ma ne amplia in modo significativo l’ambito di applicazione. La presunzione di svolgimento dell’attività in forma imprenditoriale, infatti, esisteva già: fino al periodo d’imposta 2025 scattava oltre i quattro appartamenti destinati alla locazione breve, mentre dal 2026 il legislatore ha deciso di abbassare drasticamente la soglia a due. È proprio questo abbassamento a rendere oggi centrale – e non più eludibile – una riflessione approfondita sulla natura e sugli effetti della presunzione, perché la platea dei contribuenti potenzialmente colpiti si allarga in modo considerevole, includendo situazioni che difficilmente possono essere considerate, in senso sostanziale, imprenditoriali.
La norma continua a stabilire che, superata la soglia, l’attività “si presume svolta in forma imprenditoriale ai sensi dell’art. 2082 del codice civile”. Dal punto di vista tecnico, si tratta di una presunzione legale, ma il dato decisivo è che il legislatore non ha mai previsto – né prima né ora – un divieto di prova contraria. Questo elemento non può essere trascurato, perché nel nostro ordinamento le presunzioni fiscali sono ritenute legittime dalla Corte costituzionale da oltre cinquant’anni, ma a precise condizioni.



