Nuovo accordo stato – regioni in materia di formazione per la sicurezza sul lavoro: cosa cambia per l’azienda
di Sara Giussani
Il nuovo Accordo Stato – Regioni in materia di formazione per la salute e la sicurezza sul lavoro, entrato in vigore il 24 maggio dello scorso anno, introduce delle novità importanti che riflettono un cambio di prospettiva.
Il nuovo Accordo prevede un periodo transitorio di un anno, esattamente fino al 24 maggio 2026, giorno in cui entrerà definitivamente in vigore e richiederà a tutti gli attori coinvolti di agire in conformità con le nuove indicazioni.
Cosa cambia per l’azienda?
La formazione deve essere organizzata per gruppi omogenei in termini di mansioni e adattata rispetto ai rischi reali che il lavoratore singolo è chiamato a gestire in relazione al settore di riferimento e al ruolo ricoperto. Ogni percorso deve prevedere una parte di formazione generale e una di formazione più specifica, in base alla classe di rischio dell’ambito di appartenenza.
L’azienda è chiamata quindi a rivedere la pianificazione della formazione interna e prevedere percorsi differenziati per lavoratori con ruoli e mansioni diversi. L’obiettivo è chiaro: promuovere un’azione formativa di valore e di qualità che sia più incisiva nel riconoscere, prevenire, mitigare e gestire i rischi. Una formazione più efficace implica un ritorno maggiore non solo per il singolo lavoratore ma per l’intera organizzazione, in termini di ambiente più sicuro, consapevole ed efficiente.
L’Accordo chiede all’impresa la disponibilità e la capacità di ripensare il proprio sistema interno di gestione e sviluppo delle risorse umane, nell’ottica della cultura della prevenzione. La parola chiave è pianificazione che deve essere sempre più strategica, mirata e lungimirante.
Quali le modalità di svolgimento della formazione?
L’e-learning è formalmente riconosciuta come modalità valida a tutti gli effetti ma con regole molto precise da rispettare. Il nuovo Accordo non richiede alle aziende esplicitamente di adottare un sistema di gestione della formazione (LSM) ma è richiesto il rispetto di parametri e standard inequivocabili che necessitano inevitabilmente di procedure e strumenti adeguati.
Se l’e-learning (FAD asincrona) diventa uno strumento integrante della formazione sulla sicurezza, la Video Conferenza Sincrona (VCS) viene equiparata alla formazione in presenza, sempre che la piattaforma utilizzata consenta di tracciare l’intero percorso formativo al fine di verificare il rispetto di tutti gli standard in termini di modalità di fruizione, percentuale di partecipazione, verifiche di apprendimento e documentazione.
La transizione della formazione in presenza in attività online, che all’inizio sembrava solo un effetto della pandemia, o meglio, una soluzione temporanea per rispondere a un’esigenza contingente, è divenuta nel corso degli ultimi anni una realtà sempre più diffusa, se non quasi, privilegiata da parte di molte realtà aziendali.
Le motivazioni sono principalmente due. Da un lato l’intento di ridurre i costi, dall’altro il numero sempre più alto di lavoratori che, all’interno della stessa azienda, operano in aree geografiche diverse e che vedono nella formazione a distanza un’alternativa più flessibile ed efficace.
Quali le principali novità del nuovo Accordo?
Al contrario dei precedenti, il nuovo Accordo dichiara che la formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro debba necessariamente essere tracciabile, verificabile, valutata e documentata e ciò richiede inevitabilmente delle strumentazioni efficaci e integrate.
Dal punto di vista sostanziale, il focus non è più solo sull’adempimento formale, non più solo quindi sulle fasi di progettazione ed esecuzione, ma sull’efficacia della formazione. Verifiche di apprendimento ed esercitazioni diventano non solo parte integrante dell’attività formativa, ma strumento attraverso il quale l’azienda può misurare e monitorare il ritorno dell’investimento.
In termini invece di contenuti, le competenze trasversali assumono un ruolo centrale: maggiore attenzione viene data in particolare alle capacità relazionali e alla comunicazione. Una diretta conseguenza di questo cambiamento è visibile per esempio nel numero crescente di aziende di formazione in ambito sicurezza che sempre di più cercano sia di diversificare la loro offerta, proponendosi anche come erogatori di servivi di formazione in ambito soft skills, sia di ampliare i percorsi esistenti con moduli integrativi.
Dalla comunicazione al team working, dalla gestione dei conflitti alla leadership, dalla gestione del tempo all’intelligenza emotiva, le soft skills diventano sempre più “tecniche” e trasversali ed è questa forse la novità più rilevante e con più ampio impatto del nuovo Accordo. Si tratta infatti di un cambiamento che chiama l’azienda non solo a sperimentarsi in campi nuovi, quanto soprattutto a ripensare la propria identità e il proprio ruolo.



