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Economia

Novità dall’Europa sulla rendicontazione ESG

di Andrea De Colle

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Blast
mar 06, 2026
∙ A pagamento

È da poco stata pubblicata, nella Serie L della Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea, la Direttiva (UE) 2026/470 del 24 febbraio 2026. La norma aggiorna le precedenti Direttive 2006/43/CE, 2013/34/UE, 2022/2464/UE (CSRD) e 2024/1760/UE (CSDDD), nell’ambito del cosiddetto pacchetto Omnibus I.

Da noi, In Italia, la scorsa settimana in molti avevano gli occhi puntati sulla più importante manifestazione musicale nazionale. Il che certamente ispira qualche analogia musicale.

Se la prima stagione della sostenibilità europea si era presentata come una lunga tournée con scalette impegnative, l’Omnibus I sembra riportare il sound in un club più raccolto. Ma il tour continua all’insegna del Green Deal europeo e dei grandi nomi.

Le novità per il reporting di sostenibilità

Il perimetro applicativo si restringe in modo netto: l’obbligo di rendicontazione si applicherà solo alle grandi imprese che superano congiuntamente i 1.000 dipendenti e i 450 milioni di euro di fatturato netto annuo.

Sul palco restano solo le big company con numeri da headliner.

Entra poi in scena il concetto di imprese protette e di value chain cap. Rientrano in questa categoria le imprese con meno di 1.000 dipendenti che fanno parte della catena del valore di un’impresa soggetta a rendicontazione. Per loro, il volume si abbassa: si riduce in modo significativo la quantità e la qualità delle informazioni da fornire. Saranno soggette ai futuri standard volontari che la Commissione adotterà entro quattro mesi dall’entrata in vigore della direttiva.

Nel frattempo, potranno limitarsi alle informazioni previste dalla Raccomandazione (UE) 2025/1710 e dagli standard VSME elaborati da EFRAG. Un’impresa soggetta a reporting non potrà chiedere alle aziende sotto i 1.000 dipendenti informazioni ulteriori rispetto a quelle previste dagli standard VSME o da quelli che saranno formalmente adottati dalla Commissione.

Per le società che avevano già iniziato a esercitarsi dal 2024, è prevista una fase transitoria per gli esercizi 2025 e 2026.

Nel complesso, le modifiche – che incidono in particolare sulla disciplina della Direttiva 2013/34/UE – alleggeriscono sensibilmente la pressione sia sulle imprese dichiaranti sia sulle PMI.

Se prima il reporting sembrava un doppio album concettuale, ora diventa una pubblicazione più essenziale: meno tracce, ma sempre nello stesso stile.

Le novità in tema di due diligence

Anche sul fronte della due diligence la Omnibus I cambia il groove. L’ambito soggettivo della CSDDD viene ristretto: l’obbligo si applicherà alle imprese con 5.000 dipendenti e un fatturato medio annuo di almeno 1,5 miliardi di euro.

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