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Economia

Mentre il mondo è in tempesta, gli italiani continuano a comprare il BTP

di Pietro Alò e Antonello Cassone

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Blast
mar 11, 2026
∙ A pagamento

Il mondo brucia, ma l’Italia incassa e si trasforma in una fortezza finanziaria. Mentre lo Stretto di Hormuz è diventato il cuore di una “tempesta perfetta” geopolitica che ha spinto il petrolio Brent oltre la soglia dei 106 dollari al barile e la conseguente crisi energetica ha polverizzato quasi 918 miliardi di euro sui listini europei in una sola settimana, il risparmio privato nazionale ha risposto con un plebiscito di fiducia senza precedenti. La settima emissione del BTP Valore di marzo 2026 non è stata una semplice operazione di cassa, ma la conferma definitiva della solidità del “Brand Italia”: oltre 16,2 miliardi di euro raccolti e 522.214 contratti registrati — con un boato da oltre 6 miliardi di euro di ordini solo nel primo giorno — testimoniano che il “porto sicuro” più affidabile del pianeta è oggi il debito pubblico tricolore. Questa ritrovata affidabilità non è casuale, ma poggia su un ranking istituzionale in costante ascesa che ha sorpreso gli analisti internazionali: le agenzie di rating hanno ufficialmente validato il percorso di stabilità del Paese, con S&P che a febbraio 2026 ha promosso l’outlook a positivo e Moody’s che ha già elevato il merito creditizio a Baa2 nel novembre 2025, premiando un rigore fiscale che ha portato lo spread BTP-Bund a inchiodarsi stabilmente intorno ai 70 punti base, toccando minimi che non si vedevano dalla crisi del 2009.

In questo scenario, le istituzioni hanno blindato il risparmio delle famiglie attraverso una strategia metodica che, dalla prima emissione del giugno 2023 a oggi, ha saputo drenare complessivamente oltre 112 miliardi di euro dai portafogli privati, nazionalizzando di fatto il debito e rendendolo immune ai capricci degli investitori istituzionali esteri. La cronistoria di questa scalata è impressionante: sette finestre di collocamento tra BTP Valore e BTP Più hanno portato la quota di titoli in mano ai piccoli risparmiatori a raddoppiare, schizzando dal 7,9 per cento del 2021 a oltre il 14,4 per cento registrato alla fine del 2025, mentre la partecipazione delle banche commerciali nazionali è scesa dal 26 per cento al 20 per cento, garantendo un equilibrio sistemico molto più resiliente. Il nuovo titolo con scadenza marzo 2032 (ISIN IT0005696320) rappresenta la sintesi perfetta di questa convenienza: una struttura cedolare “step-up” trimestrale con tassi definitivi fissati al 2,60 per cento per i primi due anni, 3,20 per cento per il terzo e quarto, e un picco del 3,80 per cento per il biennio finale, arricchito da un premio fedeltà dello 0,80 per cento per chi mantiene il titolo fino alla scadenza.

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