Mattoni in ostaggio: come sbloccare il patrimonio di famiglia rinchiuso in una Srl
di Pietro Alò e Antonello Cassone
In un’Italia sommersa da migliaia di Srl di famiglia che operano oramai come forzieri immobiliari silenziosi, il patrimonio accumulato in decenni di lavoro rischia di rimanere una statua di sale, intrappolata in strutture giuridiche che sembrano geroglifici di un’epoca analogica passata.
Parliamo di quegli immobili “patrimonio” o “merce” che non servono più a produrre bulloni ma restano cristallizzati in bilanci che il mercato non riesce a digerire a causa di una fiscalità che, lungi dall’essere un semplice onere, diventa una vera e propria barriera preclusiva alla circolazione dei beni. Quando la tassazione ordinaria su una vendita diretta in S.r.l. arriva a divorare quasi la metà del valore reale, l’operazione economica semplicemente muore sul nascere, bloccando gli scambi e paralizzando la ricchezza.
In questo scenario, la trasformazione agevolata in società semplice non va affatto liquidata come un mero espediente elusivo, ma rappresenta spesso l’unica via tecnicamente percorribile per ripristinare la fattibilità dell’operazione e permettere un “giusto profitto” che altrimenti verrebbe annullato da un prelievo fiscale insostenibile. Scegliere la metamorfosi in Società Semplice permette di pagare una sostitutiva dell’8 per cento su base catastale e del 13 per cento sulle riserve; un risparmio che, ovviamente, non può essere considerato “indebito”, ma la condizione necessaria per fare uscire il bene dal regime d’impresa e rimetterlo nel circuito della libera circolazione dei beni.
Tuttavia, la dialettica con l’Amministrazione Finanziaria si è fatta un po’ tesa dopo le risposte n. 456/2023 e n. 12/2024, dove il Fisco ha iniziato a qualificare come “abuso del diritto” le trasformazioni seguite da vendite rapide, interpretando la società semplice come un mero “guscio di passaggio”. Eppure, l’articolo 10-bis dello Statuto del Contribuente è chiaro: non è abuso scegliere l’opzione meno onerosa tra quelle offerte dal legislatore, specialmente quando la via ordinaria agisce come una barriera che impedisce la monetizzazione di asset non più strategici.



