C’è un fraintendimento, o forse una dimenticanza collettiva, ogni volta che si parla di intelligenza artificiale.
Parliamo di algoritmi, di modelli, di apprendimento automatico, di testi e immagini generate in pochi secondi. Ma dimentichiamo – o trascuriamo – la materia. Ci dimentichiamo che tutto questo ha un peso. Non simbolico, ma fisico. Un peso in energia elettrica. Un peso in acqua. Un impatto ambientale reale, misurabile, crescente.
Questo non è un articolo pensato per spaventare o lanciare un allarme. Non è un’invettiva. È solo una fotografia: quella, aggiornata, del costo energetico che stiamo già pagando per poter dire “scrivimi un’email” a una macchina.



