A Marghera, dove l’aria industriale ha sempre avuto il buon gusto di non fingersi profumo, è arrivata la notizia nuova, quella che si presenta con il dopobarba della modernità e il cuore di latta del vecchio padrone. Trentasette persone a casa, sostituite dall’intelligenza artificiale. Così almeno si dice, con quella pulizia lessicale che oggi serve a togliere il sangue dalle parole e a lasciare soltanto il PowerPoint.
Licenziare, in effetti, è verbo un po’ volgare. Sa di porta sbattuta, di mutuo, di frigorifero che continua a ronzare anche quando lo stipendio smette di arrivare. Molto meglio dire “trasformazione del modello di business”. È una frase che sembra quasi elegante, come i camerieri che ti portano con un mezzo sorriso il conto chiuso in un elegante cartellina in pelle di alligatore del Mississippi (che si spera sempre non abbiano servito al posto del roast beef). Non ti stanno dicendo che sei di troppo. Ti stanno offrendo l’esperienza immersiva della tua irrilevanza.
Il capitalismo, quando vuole, sa essere poeta. Ti licenzia in prosa e te lo spiega in endecasillabi manageriali. Non sei stato espulso. Sei stato superato dall’innovazione. Non ti hanno tolto il lavoro. Ti hanno accompagnato verso il futuro. Un futuro dove il software scala, l’algoritmo apprende, la piattaforma si integra e l’essere umano, quella fastidiosa appendice dotata di affetti, ferie e colesterolo, viene gentilmente accompagnato all’uscita.
C’è qualcosa di profondamente comico, nel senso più nero del termine, in questa nuova religione del progresso. L’intelligenza artificiale viene annunciata come una specie di divinità efficiente, senza sonno e senza sindacato, e subito il coro dei proseliti comincia a cantare: produttività, ottimizzazione, industrializzazione dell’innovazione… dirige l’orchestra lisergica Rutger Hauer. Pare quasi di sentirli, i sacerdoti del trimestre, mentre incensano il grafico a barre e sacrificano il reparto sviluppo sull’altare del margine operativo lordo, anzi EBITDA che fa più figo!
Il vitello d’oro, del resto, oggi ha un’interfaccia conversazionale, ma il dettaglio più raffinato è sempre la sincerità rovesciata. Una volta le aziende mentivano meglio. Ti raccontavano la crisi, il mercato difficile, la congiuntura internazionale, la grandine sul bilancio, Saturno contro. Oggi no. Oggi ti dicono quasi con fierezza che l’intelligenza artificiale rende non più sostenibile il mantenimento di strutture locali autonome. Magnifico. Tradotto in italiano, significa che il territorio piace nei convegni, nelle brochure, nei panel sulla responsabilità sociale. Poi, quando si tratta di scegliere tra una persona e una dashboard, quest’ultima vince a mani basse (anzi, ad algoritmi bassi) perché non chiede permessi, non si ammala e non ha figli che aspettano il genitore a cena.



