LEGGER(MENTE) – LE RECENSIONI DI BLAST - Dominique Lapierre – Un dollaro, mille chilometri
di Chiara Forino
Fine giugno: estate, scuole chiuse, ritmi che rallentano, aria di vacanze. È proprio nell’estate del 1948 che si svolge il viaggio narrato in questo diario.
L’autore, un diciassettenne francese, riesce a vincere una piccola borsa di studio e parte alla scoperta dell’America, in un’epoca in cui non esistevano voli transoceanici e le telefonate intercontinentali erano una costosa rarità.
Un viaggio di oltre 30.000 chilometri, intrapreso con 30 dollari, tenace ostinazione e l’entusiasmo di un “giovane europeo di diciotto anni sfuggito da poco alle minacce e alle privazioni della Seconda guerra mondiale”, per usare le parole dell’autore. Che, tornato in Europa, con questo volume compie il primo passo della sua carriera di giornalista e scrittore. Questo diario, infatti, diventerà, meritatamente, il primo dei best-seller di Lapierre.
Buona lettura!
Titolo: Un dollaro, mille chilometri
Autrice: Dominique Lapierre
Editore: Il Saggiatore
Anno di pubblicazione: 2006
Pagine: 189
Francia, 1948. Dominique Lapierre è un diciassettenne che sta per conseguire la maturità in un’Europa che ancora porta i segni della Seconda guerra mondiale. Scopre che il fondatore di un’importante azienda mineraria marocchina ha istituito una fondazione per la creazione di un sistema di borse di studio da investire in “un viaggio per giovani coraggiosi”. La somma è modesta e prospetta un viaggio duro, ma Dominique è determinatissimo. Ancora prima di partire, affronta con tenacia le prime difficoltà: ottenere la borsa di studio e i permessi necessari. Riesce così a partire per gli Stati Uniti con 30 dollari in tasca e un impiego come mozzo su una nave mercantile.
La meta è il Messico, ma, tra autostop, corriere sgangherate, fortunosi incontri che gli consentono di viaggiare anche su treni di lusso, attraversa tutto il continente nord-americano, dallo sbarco a New Orleans fino alle foreste del Quebec, passando da Città del Messico, New York e Chicago.
Mentre viaggia, fa ogni tipo di lavoro: dopo avere fatto il marinaio, lava macchine, lucida parquet, si inventa giardiniere. Ottiene anche un piccolo impiego come giornalista e, in un’altra occasione, pulisce le vetrate di una chiesa in cambio di vitto e alloggio. In ogni pagina si percepisce in modo vivido e quasi fisico l’entusiasmo, la grinta, il senso di sfida positiva che dovrebbe ardere in ogni giovane che si affaccia alla vita adulta. Lui, figlio di una famiglia alto-borghese, scopre le mille sfaccettature di un mondo che, fino a quel viaggio, non poteva nemmeno immaginare. Un mondo da scoprire e da raccontare con il coraggio, l’incoscienza e la determinazione che emergono chiaramente da uno degli episodi più interessanti del racconto: derubato della valigia in cui conservava tutte le sue note e appunti, si avventura nei quartieri malfamati di Chicago, “armato” solo di una medaglietta di Santa Teresa (riuscendo fortunosamente nel suo intento).
Il reportage “on the road” di un mondo che non esiste più, è capace di raccontare la bellezza della scoperta, della fame di vivere e, soprattutto, della felicità che si può provare ad allargare i propri orizzonti e ad affrontare con spirito positivo le avversità della vita.
Perché leggerlo: è l’opera prima di un grandissimo autore. Un viaggio ricco di avventure e colpi di scena, in cui la tensione tra incanto e pragmatismo, tra curiosità e determinazione è raccontata con uno stile semplice, asciutto e a tratti ingenuo. Capace però, nella sua cristallina semplicità, di trasmettere una carica emotiva positiva, che accompagna chi legge in ogni pagina, regalando speranza, serenità e, forse, un po’ di nostalgia.
Lascia perdere se: ti aspetti la profondità narrativa delle successive opere di Lapierre. Questo è un diario giovanile, che racconta l’entusiasmo della scoperta di mille mondi nuovi e l’incoscienza di chi, giovanissimo, accoglie le sfide della vita anche fidandosi (tanto) del prossimo. Non un documentario, ma un viaggio fisico e interiore che apre la mente e il cuore. Per chi vive con disincanto il mondo e diffida di tutto e di tutti potrebbe essere disturbante, ma, forse, ancora più utile.



