LEGGER(MENTE) – LE RECENSIONI DI BLAST - Michail Afanas'evič Bulakov – Il Maestro e Margherita
di Chiara Forino
Questa recensione nasce dalla richiesta di un lettore di Blast e mi consente di chiudere un conto aperto con un libro che, da adolescente, avevo abbandonato perché troppo “ingarbugliato”.
Un grande classico, che Eugenio Montale definì “un miracolo da salutare con commozione” e Alessandro Barbero “la più bella storia d’amore di tutti i tempi”. Scritto durante il regime di Stalin, fu pubblicato solo negli anni Sessanta, molti anni dopo la morte dell’autore, a cura della terza moglie Elena Sergeevna Šilovskaja.
Nato a fine Ottocento da una famiglia intellettuale di Kiev (allora parte dell’Impero Russo), Bulgakov assistette personalmente a molti colpi di Stato durante la Rivoluzione russa, operando anche come medico per l’Armata Bianca dei fedeli allo Zar. Nonostante la ricerca di un compromesso tra i suoi valori di intellettuale cresciuto in un ambiente “liberal-democratico” e il nuovo regime sovietico, le sue opere furono spesso vittima della censura e, quando pubblicate, aspramente recensite dai media controllati dal regime.
In questo contesto fu scritto e più volte rimaneggiato questo romanzo, tra i più celebrati e tradotti della letteratura russa. Un’opera in cui i tre filoni narrativi che si intrecciano in modo imprevedibile e a cui ognuno può attribuire molteplici significati. Con assoluta originalità, Bulgakov richiede attenzione, cultura e memoria, ma in cambio regala innumerevoli perle e momenti di originalissima, ironica, poesia.
Buona lettura!
Titolo: Il Maestro e Margherita
Autore: Michail Afanas’evič Bulgakov
Editore: Einaudi – tascabili classici
Anno di pubblicazione: 2014
Pagine: 390
Provare a raccontare la trama di un’opera geniale è sempre una sfida. La trama o, meglio, le trame sono semplici. Il romanzo, ambientato negli anni Trenta, si apre con due letterati sovietici che discorrono dell’esistenza di Dio, attirando l’attenzione di un misterioso personaggio. È il Diavolo, giunto a Mosca sotto le mentite spoglie di Woland, professore ed esperto di magia nera con il suo pittoresco seguito, per dare vita a una serie di eventi surreali e grotteschi così da portare il caos tra burocrati, intellettuali e ingenui cittadini, in un crescendo altalenante tra assurdo e razionalità “postuma”.
Tra discussioni filosofiche e una feroce satira politica contro l’ipocrisia della cultura di regime si sviluppa la storia d’amore tra il Maestro, un anonimo scrittore che ricorda l’autore in molti aspetti e della sua amante, Margherita. Mentre lui viene richiuso in una clinica psichiatrica perché perseguitato dal regime, lei, sposata con un ingegnere militare, si strugge d’amore e, per riavere il suo amato, accetta di stringere un assurdo patto col Diavolo.
L’ultimo piano narrativo è l’oggetto del romanzo mai pubblicato del Maestro: la storia di Ponzio Pilato, narrato nella sua dimensione umana in una prospettiva quasi eretica, molto diversa da quella narrata dalla religione cristiana. Un manoscritto che, come il romanzo di Bulgakov, viene bruciato dall’autore e salvato dall’amore della sua musa ispiratrice.
A rendere quest’opera un pilastro della letteratura mondiale è l’originalità e la capacità dell’autore di far coesistere con naturalezza registri diversi: a episodi comici seguono narrazioni tragiche, a profonde discussioni filosofiche si intrecciano descrizioni grottesche e di humor surreale, al romanticismo viene abbinata una tagliente satira contro il potere e la censura. Un’opera complessa quanto affascinante, che lascia libertà a chi legge di navigare tra i mille (e più) livelli di lettura e di trovare un proprio, personalissimo, significato.
Perché leggerlo: perché è un libro unico, memorabile e moderno nella sua capacità di trattare temi universali: libertà, religione, potere, amore. È, in definitiva, un romanzo sulla lotta tra il bene e il male, i cui confini sfumano nella rappresentazione dei personaggi, mirabilmente tratteggiati in modo ambiguo e simbolico. Bulgakov, tra le pieghe della narrazione, continua a offrire, a distanza di oltre un secolo, spunti di riflessione oggi più attuali che mai.
Lascia perdere se: preferisci i romanzi lineari nel tempo e nello spazio. L’opera di Bulgakov è ricca di riferimenti culturali alla Russia staliniana e alla letteratura russa, alla mitologia scandinava, alla massoneria, alla filosofia e alla religione. I numerosi personaggi e la narrazione frammentata delle trame possono generare confusione e rendere ostico cogliere pienamente tutte le sfumature di quest’opera straordinaria. Un libro fuori dagli schemi, che richiede impegno e attenzione, ma, in cambio, dona ispirazione, emozioni e prospettive indimenticabili.



