LEGGER(MENTE) – LE RECENSIONI DI BLAST – Sette brevi lezioni di fisica
di Chiara Forino
“Per me la fisica è un atto di fede”. Ecco cosa dissi alla Commissione dell’esame di maturità, ormai troppi anni fa. Era una materia affascinante, ma per me incomprensibile. Le leggi che la descrivevano risultavano una lingua ammantata di mistero e austera certezza, fuori dalla mia portata di studentessa del liceo classico.
In fondo, se la fisica funziona un motivo ci sarà, mi dicevo, senza farmi troppe domande. Poi ho scoperto questo libricino, che vi propongo per celebrare il centenario della “Teoria più bella del mondo”.
Il 20 marzo 1916, infatti, Albert Einstein pubblicava il saggio “I fondamenti della teoria della relatività generale” (Die Grundlage der allgemeinen Relativitätstheorie) sulla rivista “Annali della Fisica” (Annalen der Physik). Proprio a questa teoria e dalle sue origini Rovelli, fisico teorico e divulgatore scientifico, dedica la prima delle 7 brevi lezioni dedicate a chi “la scienza moderna non la conosce o la conosce poco”.
Una lettura intrigante, che non richiede nessun’altra competenza che la curiosità di comprendere il mondo attraverso un secolo di rivoluzioni nella più misteriosa e ardita delle materie: quella che vuole descrivere tutto l’universo, dall’infinitamente grande all’infinitamente piccolo.
Buona lettura!
Titolo: Sette brevi lezioni di fisica
Autore: Carlo Rovelli
Editore: Piccola Biblioteca 666 - Adelphi
Anno di pubblicazione: 2014
Pagine: 85
Questo non è un libro. Tecnicamente è una raccolta di lezioni sull’evoluzione della fisica nel corso del secolo appena trascorso. In realtà, è un viaggio che racconta come l’essere umano sia stato in grado di partire dall’osservazione empirica del mondo per indagare con immutata meraviglia la bellezza e le leggi che lo governano. Per quanto breve, racconta, letteralmente, l’universo e come l’essere umano abbia imparato a osservarlo, descriverlo e comprenderlo. Ogni lezione, oltre a raccontare una teoria della fisica come disciplina, mi ha regalato uno spunto, un’idea, una prospettiva diversa. Per onorare la sintesi dell’autore, li condivido in elenco, per non svelare troppo dei contenuti, con la speranza che a ciascuno questa lettura regali le stesse – vivide – emozioni:
1. La più bella delle teorie: la relatività generale di Einstein è l’unica, in tutto il libro, di cui viene riportata la formula. Nella sua disarmante semplicità nel descrivere le leggi che regolano l’universo, richiede anni di studio e di pratica per poter essere compresa appieno. Mi ha regalato la consapevolezza che la vera conoscenza rende semplici anche i temi più complessi e che il premio di un percorso di “apprendistato”, per quanto sfidante, è l’emozione di cogliere lo splendore e la bellezza nel senso più puro del termine.
2. La meccanica quantistica: Bohr, Plank, Heisenberg e molti altri hanno lavorato per tutta la vita a una teoria che ancora oggi ha un enorme successo sperimentale, ma che, a livello teorico, “resta avvolta dal mistero e dall’incomprensibilità”. Per la prima volta il concetto di probabilità entra nel mondo dell’assoluta certezza che aveva governato la fisica “classica”. Da questa lezione ho appreso come la perfezione della teoria sia un obiettivo sfidante e che, quando si vive nella complessità, è indispensabile imparare a dubitare, a mettere in discussione le proprie certezze e ad accogliere l’imperfezione.
3. L’architettura del cosmo: come la conoscenza del creato si sia ampliata grazie alla curiosità e all’immaginazione. Visualizzare, prima ancora di capire. La scienza come attività visionaria, prima delle formule, delle teorie, del rigore. Una lezione sul coraggio di immaginare, senza rinunciare a rigore.
4. Particelle: dall’infinitamente grande all’infinitamente piccolo. Il genio di Feynman, gli studi di Dirac, la nascita del “Modello standard delle particelle elementari” che (i fisici mi perdoneranno la semplificazione) ricerca l’alfabeto cosmico con cui è scritto l’universo. Un altro successo sperimentale, privo di quell’eleganza formale tanto ricercata dai teorici. Almeno fino ad oggi. Sull’imparare a rinunciare all’immediata perfezione e sul continuare a indagare l’invisibile che compone la materia, alla continua ricerca di una nuova prospettiva.
5. Grani di spazio: la “gravità quantistica a loop”, il tentativo di conciliare due teorie che funzionano sul piano sperimentale, ma che, sulla base delle conoscenze attuali, non possono essere entrambe corrette. Il paradosso di trovare la felicità nel conflitto, nella capacità di tentare, di seguire un’intuizione e fallire senza perdere l’entusiasmo di continuare a immaginare il non ancora immaginato. Una lezione sulla bellezza e l’utilità del dissenso e della critica (costruttiva).
6. La probabilità, il tempo e il calore: i buchi neri sono solo una “scusa”, l’opportunità per ragionare su come esperienze quotidiane, come il calore e lo scorrere del tempo, possano essere foriere di domande a cui non sappiamo ancora dare una risposta compiuta. L’ignoranza come leva della curiosità, non come limite.
7. Le conclusioni: una lezione che non parla di fisica, ma del posto dell’essere umano nell’universo. Del confine tra oggetti misurabili e codificabili e pensieri ed emozioni. Tra materie di studio che sembrano lontanissime l’una dall’altra, ma che, in fondo, hanno tutte origine dalla natura curiosa dell’umanità e del suo desiderio di conoscenza e comprensione del luogo che chiamiamo “casa”.
Perché leggerlo: per regalarti un’ora di meraviglia, sentirti parte di qualcosa di immensamente grande, affascinante e imperscrutabile. Per dimenticare, almeno per un momento, le piccole preoccupazioni quotidiane e le grandi miserie umane che affliggono il mondo; come scrive Rovelli, “sul bordo di quello che sappiamo, a contatto con l’oceano di quanto non sappiamo, brillano il mistero del mondo, la bellezza del mondo, e ci lasciano senza fiato”.
Lascia perdere se: non sei una persona curiosa o che ama la meraviglia. Sinceramente, però, non riesco a trovare un vero motivo per cui non dovresti regalarti la possibilità di scoprire quanta bellezza, quanto stupore e quanta passione ci sono dietro agli austeri studi e alle formule matematiche che descrivono il mondo in cui viviamo.



