L’articolo 13 del decreto correttivo “omnibus”: le imposte ipotecaria e catastale nell’opzione per la tassazione in entrata del trust
di Daniele Muritano
L’articolo 4-bis, comma 3, del Testo unico dell’imposta sulle successioni e donazioni (TUS), introdotto dal D.Lgs. 139/2024, consente al disponente — o al trustee, nel trust testamentario — di optare per la corresponsione anticipata dell’imposta al momento del conferimento dei beni in trust, anziché attendere il trasferimento ai beneficiari. L’articolo 13 dello schema di decreto correttivo c.d. “omnibus” modifica questa disposizione, estendendo espressamente l’ambito dell’opzione alle imposte ipotecaria e catastale.
La norma è già oggi pienamente operativa, indipendentemente dall’emanazione del provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate previsto dal comma 4 dell’articolo 4-bis. Il problema che il correttivo affronta è diverso, e riguarda il perimetro oggettivo dell’opzione: nella versione vigente, l’articolo 4-bis, comma 3, fa riferimento a «l’imposta» al singolare. Poiché la disposizione è collocata nel TUS, quel riferimento non può estendersi alle imposte ipotecaria e catastale, regolate dal D.Lgs. 31 ottobre 1990, n. 347.
È errore di collocazione sistematica. Se il legislatore delegato del 2024 intendeva che l’opzione coprisse l’intero carico fiscale connesso al conferimento, la sede naturale della previsione era il D.Lgs. 347/1990. L’aver confinato l’intera disciplina nel TUS ha prodotto una lacuna che non poteva essere colmata in via interpretativa: un testo unico non può disciplinare imposte che non sono nel suo ambito di applicazione.
L’articolo 13, comma 1, dello schema di decreto interviene su ciascuno dei cinque periodi del comma 3 dell’articolo 4-bis TUS.



