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L’alba dei doppi conti: cronaca di un’illuminazione fiscale

di Giuseppe Mogliani

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lug 19, 2025
∙ A pagamento

Prefazione

Non tutte le verità vengono al pettine, e non tutte le incoerenze si lasciano intercettare da un algoritmo. Esistono spazi temporali e mentali, come l’estate, in cui la verità si fa rarefatta e i contorni della legalità si piegano al calore delle circostanze. È lì che nasce questo nuovo racconto: tra onde che cancellano le orme e conti che si sdoppiano sotto il sole. Una parabola fiscale in cui l’inchiostro non basta a raccontare tutto, e dove il vero protagonista è l’enigma della coerenza contabile in un’epoca post-normativa.

Capitolo I – La traccia immacolata

Era l’alba, e sull’arenile marchigiano non c’erano che gabbiani e la brezza salmastra a raccontare il mondo. Ma a pochi chilometri dalla spiaggia, in un residence dall’architettura dissonante, un funzionario della Direzione Regionale estraeva da una valigetta di pelle un fascicolo sottile. Il suo nome: Tommaso Landi. Il suo compito: accertare la congruità di alcuni bilanci consolidati di una rete di cooperative turistiche. Nulla di anomalo, in apparenza.

Eppure, già alla prima occhiata, Landi intuì qualcosa. Una simmetria perfetta, una pulizia numerica quasi irrealistica. Come se i bilanci fossero stati preparati non per rappresentare ma per mascherare. Come se ciò che veniva mostrato fosse un esercizio di geometria più che di trasparenza.

Il problema non era solo nei numeri ma nel tempo: ogni chiusura sembrava anticipare un evento economico futuro. Un’anticipazione strategica, quasi premonitrice. Un dono della contabilità o una manipolazione del senso fiscale?

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