Il consulente e il modello avevano dato la stessa risposta. Identica.
Le informazioni ci sono. Aliquote fiscali, regimi agevolativi, dosaggi di farmaci, protocolli chirurgici, clausole contrattuali tipo. Indicizzate, disponibili, restituite in italiano decente da qualsiasi modello linguistico di ultima generazione.
Chi le confronta con il parere del proprio consulente spesso trova le stesse cifre. Stesso regime, stessa soglia, stessa indicazione terapeutica.
La conclusione che ne trae è prevedibile.
La risposta giusta alla domanda sbagliata
Un modello linguistico risponde alla domanda che gli fai. Con precisione, velocità, zero esitazioni.
Il limite non è nella risposta. Il vero limite è nella domanda.
Chi chiede “quali sono le aliquote in Portogallo per i neo-residenti” ottiene una risposta corretta. Chi chiede “cosa devo prendere per il dolore al petto” ottiene una risposta corretta. Né l’una né l’altra è la domanda giusta.
La domanda giusta richiede qualcuno che conosce il punto di partenza. La composizione del patrimonio, i contratti attivi, la struttura societaria, i farmaci già assunti, la storia clinica, quello che è già successo prima. Un modello linguistico non ha accesso a niente di tutto questo: anche quando gliene fornisci un pezzo, non sa cosa non sa.



