Nel diritto tributario italiano esiste una creatura che vive più nei testi normativi e nei dibattiti accademici che nella prassi reale: la violazione meramente formale. Un mito moderno, evocato da dottrina, sentenze e prassi, ma che raramente si manifesta davanti agli occhi del professionista o del contribuente.
Per violazione meramente formale si intende quel comportamento che – pur integrando un’infrazione a un obbligo fiscale – non presenta alcuna offensività: non lede cioè interessi protetti dall’ordinamento tributario, perché non produce effetti sulla determinazione della base imponibile, dell’imposta o dei versamenti e non arreca pregiudizio all’esercizio delle azioni di controllo da parte dell’Amministrazione finanziaria.



