La riduzione dei termini di accertamento è “alla portata” della generalità dei contribuenti
di Giacomo Monti
Tutti i soggetti passivi che documentano le operazioni con fattura elettronica trasmessa allo SDI possono, potenzialmente, godere di una significativa riduzione dei termini di accertamento.
Ai sensi dell’articolo 3 del D.lgs. 127/2015, infatti, per coloro che garantiscono la tracciabilità dei pagamenti ricevuti ed effettuati per operazioni di ammontare superiore a 500 euro, i termini di decadenza - di cui all’articolo 57, primo comma, del DPR 633/1972 e all’articolo 43, primo comma, del DPR 600/1973 - sono ridotti di due anni.
La norma nasce nell’ambito della precedente riforma fiscale, attuata con la legge delega n. 23/2014, in un contesto nel quale la fatturazione elettronica e la trasmissione telematica dei corrispettivi erano strumenti opzionali, volti a rafforzare la tracciabilità delle operazioni e l’efficacia dei controlli.
La logica era chiara: incentivare l’utilizzo di sistemi digitali di certificazione e la tracciabilità dei pagamenti, riconoscendo, in cambio, una riduzione dei termini di accertamento, in origine fissata in un anno e successivamente portata a due (articolo 4, comma 6, D.L. 193/2016).
Per lungo tempo la disposizione è rimasta confinata in un ambito applicativo limitato, in quanto collegata all’esercizio di specifiche opzioni.



