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Economia

La partecipazione dei lavoratori in azienda: analisi della nuova legge tra pregi e limiti

di Diego Zonta

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lug 09, 2025
∙ A pagamento

L'Italia ha recentemente introdotto una nuova legge per promuovere la partecipazione dei lavoratori alla gestione, agli utili e al capitale delle imprese. Questa normativa, che dà finalmente attuazione all'articolo 46 della Costituzione, a lungo rimasto inapplicato, si propone di ridisegnare le relazioni industriali nel nostro Paese, spingendo verso un modello più collaborativo e meno conflittuale. Nata da una proposta di legge di iniziativa popolare promossa dalla CISL, che ha raccolto oltre 400.000 firme, la legge n. 76 del 15 maggio 2025 è stata approvata dal Parlamento e pubblicata in Gazzetta Ufficiale, segnando una tappa potenzialmente storica. Tuttavia, il dibattito che ne è seguito ha messo in luce non solo le grandi potenzialità di questo strumento, ma anche i suoi notevoli limiti, che rischiano di depotenziare la sua portata innovativa.

I pilastri della legge: come funziona la partecipazione

La legge si articola su quattro direttrici principali di partecipazione, che le imprese possono adottare su base volontaria, attraverso la contrattazione collettiva o modifiche statutarie:

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