La notifica degli atti fiscali è indubbiamente un passaggio delicato nel rapporto tra contribuente e Amministrazione finanziaria, poiché rappresenta il momento in cui l’atto esce dalla sfera interna dell’ente impositore e diventa giuridicamente rilevante per il destinatario, facendo scattare termini, obblighi e possibilità di difesa.
Nel corso degli anni, il legislatore, al fine di assicurare l’effettività della pretesa tributaria da un lato e il diritto del contribuente a conoscere tempestivamente ciò che lo riguarda dall’altro, ha provveduto ad aggiornare la disciplina delle notifiche, adattandola, ovviamente, anche all’evoluzione della tecnologia.
Ne consegue che, ad oggi, l’Agenzia delle Entrate ha molteplici possibilità per raggiungere il contribuente: la raccomandata con avviso di ricevimento, la notifica tramite messo e, più di recente, la posta elettronica certificata (PEC), inizialmente circoscritta ai soggetti obbligati all’iscrizione in INI-PEC.
Con il decreto legislativo n. 13 del 2024 questo assetto è stato ulteriormente arricchito attraverso l’introduzione del domicilio digitale speciale.
Si tratta di uno strumento che consente anche ai soggetti non obbligati alla PEC di ricevere gli atti fiscali in formato digitale, rafforzando il processo di digitalizzazione dell’attività amministrativa.
Da qualche mese, infatti, se un soggetto accede alla propria area riservata del portale dell’Agenzia delle Entrate, può notare, ben in evidenza, un banner che lo invita a registrare il proprio domicilio digitale.



