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Fisco

La Luisona del Fisco: quegli Indici Sintetici di Affidabilità che nessuno mangia davvero

di Stefano Niccolai

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Blast
mag 28, 2026
∙ A pagamento

Nel Bar Sport di Stefano Benni c’è una pasta che si chiama la Luisona. È lì dal 1982. Nessuno la mangia. E’ ornamentale, coreografica, un pezzo d’artigianato da bacheca. I clienti abituali la conoscono a memoria e ci leggono persino le previsioni del tempo. Solo il forestiero ignaro osa avvicinarsi. E viene punito. Il sistema fiscale italiano ha la sua Luisona. Si chiama ISA.

Quando nel 2017 il legislatore annunciò la morte degli Studi di Settore e la nascita degli ISA molti pensarono a una rivoluzione. Niente più presunzioni rigide, niente più inversioni dell’onere della prova camuffate da statistiche. Finalmente uno strumento che valutava il contribuente in modo «affidabile», «attendibile», persino «sintetico». Un aggettivo che avrebbe dovuto significare sintesi, chiarezza, semplicità.

E invece.

Gli ISA sono calcolati dall’Agenzia delle Entrate su base statistica, con modelli econometrici differenziati per codice ATECO, applicati annualmente attraverso il software «Il tuo ISA» e ricevendo un punteggio da 1 a 10. Chi ottiene 8 o più gode dei cosiddetti «benefici premiali» previsti dall’articolo 9-bis, comma 11, del DL. 50/2017: riduzione dei termini di accertamento, esclusione dalla determinazione sintetica del reddito complessivo, eccetera. Una sorta di salvacondotto fiscale. Sulla carta.

In realtà, coloro che ogni anno affrontano la compilazione del modello ISA sanno benissimo come funziona (nonostante da qualche parte si parli di “maggiore fedeltà”). Guardando il punteggio provvisorio a maggio, i “vecchi” professionisti riescono già a fare le previsioni: «Quest’anno il modello EG37U è un po’ sciupato, sarà la crisi dell’edilizia». Oppure: «È ora di dar la polvere alle variabili contabili del settore trasporti». Si corregge qui, si sistema là, si inserisce una «causa di esclusione» quando disponibile e il punteggio sale. Non perché l’impresa sia davvero più affidabile. Ma perché si conosce la bacheca.

Poi, ogni tanto, arriva il contribuente occasionale. Quello che non ha un commercialista di lungo corso. Quello che si fida del sistema. Apre il software, inserisce i dati reali, non corregge nulla, e ottiene un punteggio di 5. Magari perché lavora in un settore che gli ISA non riescono a modellare correttamente, come accade per molte attività innovative, per i professionisti con committenti internazionali o per le imprese in fase di start-up, tutte categorie che il Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 30 gennaio 2023 tenta di gestire con correttivi situazionali, spesso insufficienti. Si scopre così esposto ad accertamenti che credeva scongiurati.

La Luisona si è vendicata.

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