A febbraio 2026 le attivazioni dell’IT Wallet hanno superato quota 10 milioni, con oltre 17 milioni di documenti caricati sull’app IO.
Poche settimane dopo, il decreto-legge di attuazione del PNRR ha esteso l’accesso al sistema anche ai cittadini minorenni con più di quattordici anni e ha annunciato l’espansione del catalogo a oltre 200 tipologie di documenti, con rilascio definitivo previsto entro febbraio 2027.
Il perimetro dell’identità si allarga rapidamente: vale la pena capire di cosa si tratta, come funziona e dove è diretto.
Che cos’è e come funziona
L’IT Wallet (denominazione ufficiale: Sistema di portafoglio digitale italiano) è un’infrastruttura che consente a cittadini e residenti di conservare, gestire e presentare documenti personali e attestati elettronici tramite smartphone, senza necessità di esibire documenti fisici o attivare ulteriori verifiche.
Rispetto a una semplice raccolta di file digitali, ovviamente, lo strumento presenta delle differenze sostanziali: i documenti contenuti nel wallet, infatti, sono degli attestati già verificati alla fonte, trasmessi dagli enti ufficiali che li hanno emessi e presentabili con piena validità legale a PA e operatori privati.
Il sistema è strutturato su due binari:
· il wallet pubblico è integrato nell’app IO, sviluppata da PagoPA S.p.A., ed è disponibile gratuitamente a tutti i cittadini e residenti maggiorenni e ora, come anticipato, ai minorenni a partire dai quattordici anni, anche senza consenso genitoriale.
· il wallet privato è invece la componente destinata agli operatori accreditati da AgID che potranno offrire proprie soluzioni di portafoglio digitale, su cui si tornerà più avanti.
In entrambi i casi, l’accesso richiede un’autenticazione forte tramite SPID o CIE e nessun documento viene aggiunto senza richiesta esplicita dell’utente.
Il quadro normativo
Il Sistema IT Wallet è stato istituito dal DL n. 19 del 2 marzo 2024 (il c.d. decreto PNRR quater) convertito con la legge n. 56 del 29 aprile 2024, che ha introdotto l’articolo 64-quater nel Codice dell’Amministrazione Digitale (Dlgs. n. 82/2005).
La norma definisce la struttura del sistema, individua i soggetti attuatori - Dipartimento per la Trasformazione Digitale, PagoPA, IPZS, AgID e ACN - e demanda a specifiche Linee Guida la disciplina dei requisiti tecnici e delle modalità di accreditamento dei fornitori privati.
Il quadro europeo di riferimento è, invece, il Regolamento (UE) 2024/1183 del 30 aprile 2024, entrato in vigore il 20 maggio 2024 e comunemente noto come eIDAS 2, che obbliga tutti gli Stati membri a mettere a disposizione dei propri cittadini un portafoglio di identità digitale (EUDI Wallet) entro la fine del 2026.
L’IT Wallet italiano è progettato per convergere progressivamente verso questo standard europeo, garantendo interoperabilità transfrontaliera nell’accesso a servizi pubblici e privati in tutta l’Unione.
Il regolamento prevede inoltre che i fornitori di servizi obbligati all’identificazione dei propri clienti - tra cui banche, assicurazioni e pubblica amministrazione - siano tenuti ad accettare il wallet come strumento di autenticazione.
La situazione attuale
Dalla fine del 2024 tutti i cittadini e residenti possono attivare la funzionalità “Documenti su IO”, prima fase operativa del sistema, che rende disponibili le versioni digitali di tre documenti: patente di guida, tessera sanitaria/TEAM e Carta europea della Disabilità.
A febbraio 2026 le attivazioni avevano superato i 10,1 milioni, con circa 8,5 milioni di patenti e altrettante tessere sanitarie già caricate.
Il servizio è gratuito e i documenti caricati, accessibili anche offline dopo l’aggiornamento dell’app, non sostituiscono i documenti fisici, che restano validi e utilizzabili in parallelo.
Sul piano tecnico, gli attestati elettronici sono basati su standard internazionali interoperabili con l’Architecture Reference Framework europeo, il codice è open source e verificabile e il sistema rispetta il principio di minimizzazione dei dati: l’utente controlla cosa condividere e con chi e le informazioni vengono trasmesse solo ai soggetti espressamente selezionati.
Il Garante della Privacy ha espresso parere favorevole sugli schemi di DPCM per la sperimentazione - provvedimento n. 469 del 4 agosto 2025 - chiedendo garanzie su interoperabilità con banche dati pubbliche, definizione chiara dei ruoli e adeguata tutela della sicurezza informatica.
La roadmap verso il 2027
Il decreto PNRR 2026, convertito in legge il 20 aprile 2026, ha aperto la strada a un’espansione significativa del catalogo documentale. Tra i documenti attesi nei prossimi mesi vi sono: carta d’identità elettronica in formato digitale, passaporto, tessera elettorale (prevista entro un anno dalla legge di conversione), certificazioni ISEE, titoli di studio, iscrizioni agli albi professionali, attestati di residenza, qualifiche e certificazioni professionali.
Il catalogo complessivo supererà le 200 tipologie di documenti, con rilascio definitivo per tutta la popolazione previsto entro febbraio 2027.
Sul fronte europeo, entro fine 2026 ogni Stato membro dovrà avere disponibile almeno un EUDI Wallet conforme al regolamento eIDAS 2. Il wallet italiano sarà progressivamente adeguato per garantire la piena interoperabilità transfrontaliera.
A tal proposito, l’Italia partecipa già a diversi consorzi europei - tra cui NOBID, POTENTIAL, APTITUDE e WE BUILD - e il Dipartimento per la Trasformazione Digitale svolge il ruolo di Single Point of Contact nei progetti pilota UE.
I wallet privati
L’articolo 64-quater CAD prevede, accanto alla componente pubblica, la possibilità per operatori privati accreditati da AgID di offrire proprie soluzioni di portafoglio digitale.
Si tratta di un segmento che potrebbe aprire scenari rilevanti in ambito fintech, assicurativo e dei servizi professionali, ma il cui sviluppo è condizionato alla pubblicazione delle Linee Guida, ancora non avvenuta.
Il Piano Triennale per l’Informatica nella PA 2024-2026 indica che soluzioni private potranno svilupparsi solo “una volta raggiunta la maturità tecnica necessaria e la stabilità delle disposizioni normative in merito”. Il perimetro, per ora, rimane aperto.
Qualche riflessione per il professionista
Pensando all’attività dello studio professionale, l’evoluzione dell’IT Wallet può risultare interessante da diversi punti di vista.
L’ingresso progressivo dei titoli di studio e delle iscrizioni agli albi nel wallet consentirà al commercialista di conservare ed esibire digitalmente le proprie credenziali professionali - iscrizione all’albo, qualifiche, attestati formativi - a clienti e PA, senza produrre documenti fisici o copie certificate.
Sul fronte dell’assistenza ai clienti, invece, il wallet potrà semplificare alcune fasi documentali oggi onerose: l’ISEE digitale verificato alla fonte, i titoli di studio e i certificati di residenza in forma telematica possono ridurre la produzione di copie cartacee e accelerare l’istruttoria di pratiche fiscali e amministrative.
Anche sotto il profilo degli obblighi di adeguata verifica della clientela previsti dal Dlgs. n. 231/2007 in materia di antiriciclaggio lo strumento potrebbe avere un impatto: se il wallet integrerà, come l’impianto normativo prevede, attestati di identità con valore legale pieno e verificabilità in tempo reale, potrà essere utilizzato nelle attività di onboarding del cliente nello studio.
Il risvolto di maggiore interesse operativo potrebbe, però, riguardare la previsione eIDAS 2 sulla firma elettronica qualificata per uso non professionale, che sarà disponibile gratuitamente attraverso il wallet. Tempi e modalità operative non sono ancora definiti, ma il principio - estendere l’accesso alla firma qualificata al di là dei contesti professionali - ha implicazioni dirette sulla validità di atti che oggi richiedono procedure più articolate.


