Con l’apertura della comunicazione di conferma, il nuovo iperammortamento compie un altro passo in avanti. Bene. O forse sarebbe meglio dire: finalmente.
Talvolta la sensazione è che, osservando l’evoluzione della misura, la macchina amministrativa continui a rincorrere le imprese invece di accompagnarle. La legge di Bilancio è entrata in vigore il 1° gennaio 2026, gli investimenti sono partiti da mesi, ma soltanto a fine luglio è diventato disponibile il secondo dei tre modelli necessari per accedere all’agevolazione.
Il paradosso è evidente. Molte imprese non si limitano a ordinare un macchinario e attendere mesi. In numerosi settori gli investimenti vengono programmati, consegnati, installati e persino interconnessi nel giro di poche settimane. Non è quindi affatto improbabile che, mentre l’Amministrazione rende disponibile la comunicazione di conferma, alcune aziende abbiano già completato integralmente investimenti iniziati nei primi mesi dell’anno.
In altre parole, la procedura amministrativa rischia di fotografare il passato anziché accompagnare il presente. Un meccanismo che genera inevitabili difficoltà operative per imprese, consulenti e fornitori, costretti a ricostruire a posteriori documentazione e adempimenti che, in un sistema realmente efficiente, dovrebbero procedere parallelamente all’investimento.



