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Fisco

Iperammortamento 2026: il decreto è servito (con contorno di burocrazia)

di Simona Baseggio e Barbara Marini

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gen 08, 2026
∙ A pagamento

L’attesa è finita, e con essa l’illusione che il ritorno all’iperammortamento potesse significare un ritorno alla semplicità. Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, di concerto con il MEF, ha licenziato il decreto attuativo che disciplina la nuova maggiorazione del costo di acquisizione per i beni 4.0 e 5.0, prevista dalla Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025).

Il testo conferma l’impianto temporale (investimenti dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028), ma soprattutto svela le regole d’ingaggio operative, trasformando quella che era una deduzione automatica in una procedura a tappe forzate gestita dal GSE.

Si delinea, nei fatti, una procedura prenotativa che assume le sembianze di un click-day, segnando il definitivo tramonto dell’automatismo dichiarativo che aveva contraddistinto le precedenti stagioni del super e dell’iperammortamento.

L’accesso al beneficio è subordinato a una procedura articolata in tre fasi, interamente gestita tramite la piattaforma informatica del GSE (accessibile via SPID), la cui effettiva operatività, in termini di finestre di apertura e modulistica di dettaglio, è demandata a successivi provvedimenti direttoriali:

  1. Comunicazione Preventiva: l’impresa deve “prenotare” le risorse inviando una comunicazione con l’indicazione della tipologia e dell’ammontare degli investimenti programmati.

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