Tra le tante novità introdotte dal nuovo iperammortamento ce n’è una che rischia di essere sottovalutata dalle imprese ma che, in realtà, rappresenta uno dei passaggi più delicati dell’intera procedura. Si tratta della comunicazione di conferma prevista dall’articolo 3, comma 2, del decreto attuativo. Un adempimento che arriva dopo la comunicazione preventiva e l’esito positivo del GSE e che, se non gestito correttamente, può compromettere l’accesso al beneficio.
La norma prevede infatti che, entro sessanta giorni dalla notifica dell’esito positivo della comunicazione preventiva, l’impresa trasmetta una comunicazione di conferma dell’investimento indicando la data e l’importo del pagamento che consente di raggiungere almeno il 20 per cento del costo di acquisizione del bene. Non si tratta quindi di una semplice conferma formale, ma della dimostrazione che l’investimento ha raggiunto un livello minimo di avanzamento economico. È un passaggio che assume una funzione sostanziale: il legislatore vuole verificare che l’impresa abbia realmente avviato l’operazione e non si sia limitata a prenotare risorse senza una concreta volontà di investimento.
Molte imprese potrebbero commettere un errore di valutazione. Ricevere l’esito positivo dal GSE non significa avere definitivamente acquisito il diritto alla maggiorazione. Occorre infatti monitorare con attenzione le scadenze successive, coordinare gli uffici amministrativi e verificare che i pagamenti siano stati effettuati nei tempi richiesti. In assenza della comunicazione di conferma o in caso di mancato raggiungimento della soglia minima richiesta, il rischio è quello di vedere decadere l’iter avviato. La procedura, quindi, non termina con la comunicazione preventiva ma prosegue con una serie di adempimenti concatenati che richiedono un costante presidio documentale.
Particolarmente interessante è il caso degli investimenti realizzati mediante leasing finanziario. Il decreto introduce infatti una regola speciale che supera il tradizionale concetto di pagamento dell’acconto. Per tali operazioni, fermo restando l’obbligo di trasmettere la comunicazione di conferma, il requisito del raggiungimento del 20 per cento si considera soddisfatto con la stipula del contratto di leasing e con l’impegno assunto dalla società concedente nei confronti del fornitore attraverso la sottoscrizione dell’ordine di acquisto. In altre parole, il legislatore riconosce la peculiarità della locazione finanziaria e individua un meccanismo alternativo per attestare la concreta esecuzione dell’investimento.
Questa previsione apre però una serie di questioni operative che meritano attenzione. Sarà fondamentale individuare con precisione la documentazione da conservare per dimostrare l’avvenuta stipula del contratto e l’effettiva assunzione dell’impegno da parte della società di leasing. Non è difficile immaginare che, in sede di controllo, il GSE possa richiedere copia del contratto, dell’ordine sottoscritto e di tutta la documentazione utile a dimostrare il corretto perfezionamento dell’operazione. Ancora una volta emerge come il vero tema non sia soltanto l’investimento, ma la capacità di documentarlo in modo completo e coerente.
Vi è poi un ulteriore elemento che spesso passa inosservato. La comunicazione di conferma non può riguardare beni diversi da quelli indicati nella comunicazione preventiva e non può riportare importi superiori a quelli originariamente comunicati. Questo significa che la fase preventiva assume un’importanza strategica. Errori nella descrizione dei beni, variazioni progettuali o modifiche degli importi potrebbero generare criticità nelle fasi successive. La comunicazione preventiva non dovrebbe quindi essere considerata una semplice prenotazione, ma il primo tassello di un percorso che dovrà mantenere coerenza fino al completamento dell’investimento.
Il nuovo iperammortamento 2026 sembra così introdurre una logica molto diversa rispetto alle precedenti agevolazioni 4.0. Non basta acquistare un bene agevolabile. Occorre rispettare una sequenza procedurale precisa, monitorare le scadenze, conservare la documentazione e coordinare correttamente impresa, fornitori, società di leasing, tecnici e consulenti. Il famoso 20 per cento, apparentemente un dettaglio amministrativo, rischia di trasformarsi in uno dei principali punti di attenzione dell’intera agevolazione. Ed è proprio su questi passaggi, spesso considerati secondari, che si giocherà una parte importante della possibilità di mantenere il beneficio fino alla sua effettiva fruizione.


