Dopo mesi di attesa, rinvii, decreti annunciati e chiarimenti attesi, l’iperammortamento 2026 sembra finalmente avvicinarsi alla sua fase operativa.
L’apertura della piattaforma GSE destinata alla gestione delle comunicazioni rappresenta il passaggio che imprese, consulenti e fornitori stavano aspettando dall’inizio dell’anno. Dopo l’ok della Corte dei Conti al Decreto sull’iperammortamento e il Decreto direttoriale del 10 giugno, di fatto l’avvio operativo scatta oggi 12 giugno a partire da mezzogiorno. Il sistema si sta quindi mettendo in moto.
La misura, introdotta dalla Legge di Bilancio 2026, come è noto, prevede una maggiorazione fiscale per gli investimenti in beni strumentali 4.0 e per determinati investimenti collegati all’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili. Il decreto attuativo ha definito il percorso procedurale che le imprese devono seguire per accedere al beneficio.
E qui che emerge il primo elemento di riflessione.
L’apertura della piattaforma GSE non coincide infatti con la piena operatività dell’intero processo. Nella fase iniziale sarà possibile trasmettere esclusivamente le comunicazioni preventive, ossia le prenotazioni degli investimenti programmati. Solo successivamente entreranno in gioco le comunicazioni di conferma e quelle di completamento dell’investimento.
Da un lato la scelta è comprensibile: il legislatore ha voluto costruire un sistema di monitoraggio preventivo delle risorse disponibili. Dall’altro lato, però, il rischio è quello di assistere all’ennesimo avvio “a metà”, nel quale imprese e professionisti iniziano a lavorare su una procedura che potrà essere compresa nella sua interezza soltanto quando tutti i passaggi saranno concretamente operativi.
In realtà il vero tema non è l’apertura del portale, ma la complessità della misura. Il decreto prevede infatti un percorso documentale articolato che comprende comunicazioni preventive, conferme dell’investimento, comunicazioni di completamento, monitoraggi annuali, perizie tecniche asseverate o attestazioni di enti certificatori accreditati e certificazioni contabili rilasciate da revisori legali indipendenti.
Per molte imprese il rischio sarà quello di concentrarsi esclusivamente sulla prenotazione dell’agevolazione, sottovalutando tutto ciò che dovrà essere prodotto successivamente per dimostrare la spettanza del beneficio. Eppure, la normativa attribuisce particolare importanza alla documentazione tecnica e contabile, prevedendo controlli del GSE e specifiche ipotesi di decadenza in caso di irregolarità o carenze documentali.
La sensazione è che nelle prossime settimane assisteremo a una vera e propria corsa all’iperammortamento. Una corsa che, tuttavia, non dovrebbe essere interpretata come una gara a cliccare per primi sul portale. La differenza la farà piuttosto la capacità di imprese e consulenti di affrontare fin dall’inizio l’intero percorso previsto dalla norma, senza fermarsi alla sola comunicazione preventiva.
Forse ci siamo davvero. Ma come spesso accade nel nostro Paese, il momento in cui una piattaforma apre non coincide necessariamente con il momento in cui tutto è realmente pronto. Questa la sfida che attende imprese e professionisti nelle prossime settimane.


