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Fisco

Interpello 6/2026: i nuovi confini del reddito di lavoro autonomo

di Simona Baseggio e Barbara Marini

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gen 20, 2026
∙ A pagamento

L’entrata in vigore del principio di onnicomprensività, introdotto dalla riforma fiscale (D.lgs. 192/2024) nel tessuto dell’articolo 54 del TUIR, segna un passaggio fondamentale nella determinazione del reddito di lavoro autonomo. Non si tratta di un semplice restyling normativo, ma di un mutamento che avvicina, fino quasi a sovrapporla, la logica del reddito professionale a quella del reddito di lavoro dipendente. Se prima il perimetro impositivo era definito dalla stretta inerenza all’esercizio dell’arte o professione, oggi la barriera si è fatta permeabile o, meglio, inclusiva: tutto ciò che entra nella disponibilità del professionista, “a qualunque titolo”, rischia di essere attratto nella base imponibile, salvo esplicite deroghe.

La prova del nove di questo nuovo assetto arriva con la risposta a interpello n. 6 del 17 gennaio 2026, con cui l’Agenzia delle Entrate traccia, con un tratto di penna netto, la linea di demarcazione tra il “prima” e il “dopo”. La fattispecie sottoposta al vaglio dell’Amministrazione riguarda un’associazione professionale che, nel corso degli anni dal 2022 al 2025, ha acquistato crediti d’imposta derivanti da bonus edilizi (Superbonus 110 per cento) a un prezzo inferiore al valore nominale. Tali crediti, non originati da prestazioni professionali rese dall’associazione ma acquisiti da terzi come pura operazione finanziaria, sono stati utilizzati in compensazione.

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